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Prezzi alti la mappa per risparmiare

E il Comune propone un patto per il calmiere nella quarta settimana

Olive a 19 euro? Si possono trovare della stessa qualità. Branzino a 22,90? In corso Cincinnato si compra al chilo a 15 euro. Contro il caro prezzi scende in campo il Comune. Palazzo Civico replica al Mister Prezzi della Camera di Commercio annunciando un´iniziativa di contenimento dei prezzi per aiutare la fasce deboli nella quarta settimana del mese, come riferiamo nelle pagine della cronaca nazionale.

E ieri, partendo dal monitoraggio di Repubblica, la Confesercenti ha deciso di verificare il prezzo degli stessi prodotti nei principali mercati cittadini e in alcuni supermercati. Ne è nato questo interessante confronto, con il quale l´associazione di categoria vuole inviare un messaggio ai torinesi: ci sono - assolutamente vero - negozi e supermercati in cui i prezzi sono alti, troppo, ma la città ha un´offerta così ampia da consentire l´acquisto di frutta e abbigliamento spendendo il 30 per cento in meno, in alcuni casi persino il 50. È la libera concorrenza, nessuno può imporre i prezzi, nessuno può costringere qualcuno a limitarli, è solo il consumatore che può difendersi informandosi. E scegliendo.
Abbiamo pubblicato i risultati del blitz della Confesercenti accanto ai dati inseriti ieri: al mercato di corso Cincinnato i gamberoni costano 25 euro al chilo, a quello di corso Palestro costano 30. Per le arance tarocco a Porta Palazzo non si spendono più di 90 centesimi, in corso Sebastopoli il prezzo massimo è 1 euro e 50. Una bella differenza rispetto a quanto registrato ieri al Gs di via Colombo, in Crocetta, dove un chilo di tarocco costa 2 euro e 59. Gli asparagi costano 12 euro e 50 in via San Tommaso? Basta non andarci e dirigersi invece altrove. Per esempio alle Gru, dove il negozio della Linea Verde offre i migliori a 7 euro e 90. Oppure in corso Palestro, dove al massimo si spende 8 euro.
E veniamo ai supermercati, dove le differenze di prezzo non sarebbero giustificate, ma dove invece lo stesso pacco di pasta può far risparmiare venti centesimi. Cifra ridicola, si dirà, ma sapere che al Dì x Dì di via Cavour costa 0,89 e al Metà di via del Carmine costa 0,74 può essere un indicatore interessante della politica dei prezzi scelta dal singolo punto vendita. Infine il pane. Un euro e sessanta centesimi al mercato coperto di Porta Palazzo, padiglione dell´orologio, 2,65 nelle panetterie dove si è recata la cronista di Repubblica ieri. Senza parlare dei picchi di Deper di piazza Arbarello, dove il tetto massimo è arrivato a 6 euro e 90 centesimi. Ma naturalmente si trattava di pane speciale. Un lusso per chi se lo può permettere.

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