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1 ottobre 2008

Rassegna stampa

Mercoledì 1 ottobre 2008

Indice

Quotidiani

La Repubblica - "Risparmio, ecco i consigli anti-panico" - di Vittoria Puledda - pag. 9

La Repubblica - "Altamura taroccato, maxi sequestro di pane" - pag. 23

La Repubblica - "Crac Parmalat, il pm all’attacco Risparmiatori fregati dalle banche" - di E. L. - pag. 28

La Repubblica - "Quattrocento euro per fare la spesa, da dicembre pronta la social card" - di Roberto Petrini - pag. 30

La Repubblica Torino e Prov. - "L’Edisu garantisce i proprietari che affittano stanze agli studenti" - pag. II

La Stampa - "Il cagnone resta sul treno" - di Antonella Mariotti - pag. 23

La Stampa - "L’inflazione arretra dopo due anni" - di Vanni Cornero - pag. 24

La Stampa Torino e Prov. - "Specchio dei tempi" - pag. 51

La Stampa Torino e Prov - "Anche il ceto medio in fila per il pasto a 6 euro - di Andrea Rossi - pag. 53

La Stampa Torino e Prov - "L’allarme della giunta regionale Crescita e redditi sotto la media" - di Maurizio Tropeano - pag. 53

Free Press

Leggo - "Alta velocità, da dicembre nuovi aumenti" - di Joshua Evangelista, Carmela Cioffi - pag. 1-5

Leggo - "Mutui record, ma l’inflazione ora è in calo" - di Mario Landi - pag. 3

Leggo - "Prezzi, settembre porta una boccata d’aria: -0,5%" - pag. 23

Internet

HelpConsumatori.it - "Trenitalia e consumatori, al via tavolo di conciliazione" - (30/09/2008)

La Repubblica

Pag. 9

Risparmio, ecco i consigli anti-panico

Attenti alla corsa all´oro meglio i titoli di Stato

(Vittoria Puledda)

Carlo Gentili, gestore e fondatore di Nextam partners

Occhio al portafoglio. E´ importante verificare subito se nel proprio portafoglio ci sono obbligazioni strutturate o prodotti derivati: in tal caso occorre controllare bene chi ha emesso questi titoli, chi li ha venduti e chi si assume le garanzie: se ci sono troppi rischi è meglio vendere, fare pulizia anche se ci si perde. Insomma, è urgente fare un ceck approfondito del proprio giardinetto titoli. Rifugio d´oro. Il metallo giallo è salito molto, ma occorre essere consapevoli del fatto che è un bene rifugio e che non dà rendita: il suo prezzo sale nei momenti di panico; quando c´è alta inflazione (o si teme che i prezzi saliranno molto) o ancora quando gli altri tipi di investimenti possibili si svalutano. Titoli di Stato. In questo momento per i nuovi investimenti conviene prediligere le obbligazioni pubbliche; per chi ha più fegato, si può puntare un pochino sulle obbligazioni bancarie italiane, ma a questi prezzi, anche qualche azione in portafoglio non fa male.

In primavera addio crisi e le Borse risaliranno

(Vi. P.)

Pietro Giuliani, presidente Azimut

Niente panico. Non ho mai sentito dire a nessuno, durante un periodo di crisi, che si trattava di una crisi lieve; nessuno riesce ad avere tanta lucidità. Eppure anche questa crisi passerà: ha le sue peculiarità ma non è peggio delle altre; insomma, non sta venendo giù il mondo. Le azioni. Vendere ora le azioni è la cosa più sbagliata del mondo: come sempre accade, quando i prezzi in Borsa scendono tantissimo ad un certo punto si fermano e poi cominciano a risalire; quindi ora l´ultima cosa da fare è vendere. La ripresa. Da sempre i soldi si fanno comprando quando tutti vendono: io azzardo che da qui a fine anno ci sarà già un rimbalzo del 10-20%, il che significa guadagnare da due a quattro volte di più di quanto si ottiene con un investimento di pronti contro termine. Aggiungerei che, ad essere ottimisti, in primavera siamo fuori dalla crisi; ad essere pessimisti, dovremo aspettare un anno. Per cui con un orizzonte di 24 mesi conviene puntare sulle azioni.

Mettete sotto controllo chi gestisce i vostri soldi

(Vi. P.)

Giorgio Girelli, amministratore delegato Banca Generali

I controlli. Come risparmiatore non avrei panico per la ragione che non ci sono le condizioni di un fallimento sistemico. Ma è il momento di un esame di coscienza, magari con un consulente finanziario, di farsi precise domande sulle proprie aspettative e sulla propensione al rischio: chi non regge la tensione, chi non riesce a tenere a freno la propria emotività forse fa meglio a vendere, anche se smontare oggi le posizioni è davvero penalizzante. Ma soprattutto se sono sicuro di non aver bisogno di soldi non mi muoverei. Gli intermediari. Comunque, in questo momento guarderei con molta attenzione alla solidità di chi sta ricevendo i nostri soldi: ci eravamo illusi che reggesse tutto ma non è così, occorre valutare gli intermediari che abbiamo davanti. I prodotti. In questo momento è altrettanto importante fare un´analisi degli investimenti che si sono già fatti, controllando prodotto per prodotto cosa c´è dentro: anche in questo caso, le vicende delle polizze index linked insegnano.

Azioni non tutte a rischio vendere può essere sbagliato

(Vi. P.)

Emilio Franco, direttore investimenti Ubi Pramerica

Attenti a vendere. Le azioni sono il settore cui guardare, dove esistono le migliori opportunità. La crisi fa paura, ma vendere ciò che invece i fondamentali ci suggeriscono di comprare è sbagliato. La prima regola da tener presente è di selezionare nel modo corretto le aziende, scegliendo quelle che hanno un posizionamento competitivo sostenibile e nello stesso tempo prezzi che non riflettono ancora il loro valore. Poi occorre aver pazienza e semmai accumulare posizioni, in momenti come questi. Avere pazienza. Bisogna estraniarsi dal brevissimo tempo, imparare ad avere pazienza e anche a soffrire, ma senza farsi spaventare perché i prezzi scendono. Guardare al valore. Verificare che le condizioni in base alle quali abbiamo selezionato i nostri investimenti siano ancora valide, cioè se la società ha buoni fondamentali: alla lunga il prezzo di mercato riflette il reale valore di un´azienda.

La Repubblica

Pag. 23

Altamura taroccato, maxi sequestro di pane

BARI - Sotto processo il re del pane di Altamura. Vito Forte titolare del marchio che commercializza il 70% del prodotto pugliese, è alla sbarra con l´accusa di aver venduto prodotto taroccato. I Nas hanno accertato che il pane non veniva preparato secondo la ricetta tradizionale che dà diritto al marchio dop e quindi hanno proceduto a sequestri in Italia e all´estero. Ad Altamura venerdì scorso la prima udienza.

La Repubblica

Pag. 28

Crac Parmalat, il pm all’attacco "Risparmiatori fregati dalle banche"

(E. L. )

MILANO - Calisto Tanzi è il primo colpevole del crac Parmalat, nel suo ruolo «di perno che copriva tutto e tutti in uno scandalo che è costato 10 miliardi di danni ai piccoli risparmiatori». Ma non è l´unico. Al suo fianco si sono mossi «in un abbraccio mortale» anche revisori e sindaci «la cui negligenza e lassismo erano in realtà complicità», banche d´affari che «programmavano e progettavano emissioni per fregare gli investitori», presentate tra l´altro con comunicati stampa «deliranti». Il pm Carlo Nocerino ha aperto ieri con una requisitoria di sette ore l´ultimo atto del processo Parmalat di Milano, quello che vede imputati l´ex patron di Collecchio, accusato di aggiotaggio e ostacolo all´autorità di vigilanza, assieme ad altri otto imputati (ex funzionari di Bank of America ed ex manager della società) di Collecchio, che devono rispondere per gli stessi reati e per falso dei revisori. A quasi cinque anni dal fallimento e a tre dall´inizio del processo, la Procura milanese è la prima a tracciare, dopo un lungo dibattimento, un quadro articolato del crac. «Parmalat ? secondo al ricostruzione di Nocerino ? era un gigante con i piedi d´argilla che per 15 anni ha drogato il mercato costruendo mattone su mattone un buco da 14 miliardi». A gonfiare il buco ? secondo la tesi dei magistrati ? sarebbero state le collusioni «tra gli uomini di Collecchio e le banche, parte attive della frode e delle false comunicazioni alla Borsa». Senza che Banca d´Italia ? ha fatto notare il pm ? «intervenisse mai per sanzionarle». Un copione di stretta attualità, simile in tanti aspetti ai crac di questi giorni nel sistema finanziario «figli di una finanza creativa, drogata e corrotta che non ha più agganci con l´economia reale», ha concluso Nocerino. Il testimone della requisitoria sarà raccolto tra oggi e il 6 ottobre dagli altri due pm che hanno condotto l´inchiesta, Eugenio Fusco e Francesco Greco con le richieste di condanna. Poi, dopo l´intervento delle parti civili e le arringhe dei difensori, arriveranno le prime vere sentenze per il più grande scandalo finanziario d´Europa in attesa dell´avvio effettivo del dibattimento per il troncone principale del crac al tribunale di Parma. La nuova Parmalat, invece, quella rimessa in piedi da Enrico Bondi, continua a rimanere al centro di speculazioni di Borsa (senza alcuna conferma) sul possibile arrivo di nuovi soci, con il titolo che anche ieri ha messo assieme un rialzo del 4,6%. L´azienda in effetti è contendibile, non ha azionisti di controllo (ieri è spuntata tra i soci con il 2,3% la società di gestione del risparmio MacKenzie Cundill) e da tempo si parla di rastrellamenti a Piazza Affari da parte di cordate pronte a costruire una posizione poco sotto al 30% per poi prendere il timone del gruppo e mettere le mani sul tesoretto (1,3 miliardi) di liquidità raccolto con le azioni legali contro banche e revisori. Le incognite su questo fronte, tra l´altro, sembrano ormai ridotte al lumicino: il processo Usa contro Citigroup dovrebbe chiudersi in tempi brevi (mentre deve ancora partire quello a Bofa) mentre Collecchio è uscita del tutto dalla class action Usa.

La Repubblica

Pag. 30

Quattrocento euro per fare la spesa, da dicembre pronta la "social card"

(Roberto Petrini)

ROMA - All´Inps tutto è pronto per il lancio in grande stile dell´operazione social card, la carta prepagata, ideata dal ministro dell´Economia Tremonti per dare sostegno ai più poveri nell´acquisto di beni di prima necessità: dal 1° dicembre saranno consegnate le nuove tesserine magnetiche e gli interessati, circa un milione, potranno fare le prime spese, a prezzi scontati, con l´inedito strumento di sostegno sociale. L´operazione è stata approvata dal Parlamento con la manovra finanziaria del luglio scorso: la norma dava tempo al governo fino al 30 settembre, cioè ieri, per varare i decreti attuativi e far scattare il meccanismo in tutta Italia. Ora, dopo un decreto interdipartimentale a cura di Tesoro e Welfare, firmato nei giorni scorsi, l´operazione social card è al nastro di partenza. L´iniziativa è oggetto di contrasto tra Pdl e Pd. Il governo scommette molto sul nuovo strumento, soprattutto in relazione alla grave crisi economica in atto, e Tremonti cita spesso una simile proposta lanciata da Obama. Le opposizioni, al contrario, non hanno smesso di mettere in luce la parzialità della misura (il leader della Cgil Epifani ha parlato di «liberismo compassionevole») e le modalità di finanziamento costituite dalla Robin Hood Tax, che ha colpito i petrolieri e le banche, e le donazioni estratte dai bilanci di grandi enti pubblici come l´Eni e l´Enel. Le polemiche tuttavia non hanno frenato il calendario: l´Inps, guidata da Antonio Mastrapasqua, sta individuando in questi giorni la platea degli aventi diritto alla nuova tessera e sta predisponendo lo schema della lettera che metterà sull´avviso circa un milione di potenziali fruitori. A conti fatti entro il 20 ottobre - questo è il ruolino di marcia previsto - saranno inviate un milione di lettere ad altrettanti cittadini in condizioni disagiate. Chi avrà diritto alla social card? Per accedere alla «prepagata di Stato» bisognerà avere più di 65 anni, un reddito inferiore ai 6.000 euro annui ed appartenere alla categoria degli «incapienti» (cioè avere un reddito talmente basso che non può essere raggiunto da sconti o deduzioni fiscali). Inoltre chi vorrà la social card dovrà presentare il modulo Isee, cioè una autocertificazione, dal quale non devono emergere eventuali investimenti in titoli di Stato o seconde case, che già viene utilizzato per altre prestazioni sociali. Insomma bisognerà trovarsi in reali condizioni disagiate. Chi riceverà la lettera dovrà recarsi alle Poste, l´altro protagonista dell´operazione: lì potrà ricevere il modulo per fare la richiesta di assegnazione della social card e, se i requisiti supereranno la verifica dell´Inps, la carta arriverà a domicilio. La card, della forma simile a quella del codice fiscale, non porterà impresso il nome del beneficiario (per la privacy) ma sarà riconoscibile attraverso una banda magnetica: ogni carta sarà caricata per ora con 400 euro per ciascun beneficiario, per un milione circa di utenti, il che corrisponde alle risorse attualmente disponibili pari a circa 400 milioni. L´operazione prevede la stipula di una serie di convenzioni con le associazioni della grande distribuzione in modo da rendere possibile la spendibilità della social card nei supermercati dove alcuni prodotti acquistabili saranno scontati del 10-20 per cento. Ieri la social card ha mancato per poco di acquisire un nuovo flusso di finanziamento: un emendamento del governo al ddl sviluppo, che tuttavia non ha superato l´esame di ammissibilità in Commissione Attività produttive, dirottava gli incassi derivanti dalle multe fatte dall´Antitrust nel 2008 alla integrazione delle risorse della carta prepagata.

La RepubblicaTorino e Prov.

Pag. II

L’Edisu garantisce i proprietari che affittano stanze agli studenti

Edisu Piemonte e le associazioni di categoria dei proprietari di immobili hanno sottoscritto un accordo territoriale che ha lo scopo di promuovere le agevolazioni previste dall´Ente per gli studenti universitari che sottoscrivano un contratto d´affitto. Per i proprietari i vantaggi a collaborare con l´Edisu sono: innanzitutto, la possibilità di usufruire di detrazioni fiscali e poi la disponibilità di entrare in un circuito commerciale (Sportello Casa) usufruendo della pubblicità loro riservata. Particolarmente importante, poi, il nuovo servizio in cui Edisu si sostituisce allo studente, al momento della stipula del contratto, nell´erogazione della cauzione: se in possesso dei requisiti, infatti, gli studenti potranno usufruire della garanzia sostitutiva della cauzione, offerta dall´ente, di durata annuale e di importo non superiore a 900 euro.

LA STAMPA

Pag. 23

Il cagnone resta sul treno

(Antonella Mariotti)

TORINO - «Quell’ordinanza era una follia. Sui treni avrebbero potuto viaggiare solo lui e pochi altri». Lui è Bobby, un maltese dal musetto impertinente, tutto bianco, due chili scarsi di peso. Se ne sta buono buono vicino a Federico, sul treno Asti-Alessandria, finché non incontra Lorella: le salta addosso, riconoscendo in lei un’altra proprietaria di cane. E se due cinofili si incontrano in stazione o sul treno in questi giorni, il discorso cade sempre lì: «Quanto pesa il suo?», «Guardi incredibile non potremo più prendere il treno per le ferie». «Josh non era certo un cane grande, era un meticcio considerato "taglia medio-piccola"- racconta Lorella -. Ma comunque arrivava a dodici chili, quindi niente treno neanche per lui....». L’ordine di servizio sospeso ieri da Trenitalia aveva scatenato una serie di proteste: vietava i viaggi in vagone a cani oltre i sei chili di peso, e obbligava i piccoli a museruola, certificato medico e gabbietta da trasporto. Tutto cancellato, anche se non è chiara la durata della sospensione: 15 giorni per le Ferrovie, «sine die» per il sottosegretario al Welfare Francesca Martini. La Martini che aveva definito «inaccettabile il limite di 6 chili» raccoglie l’entusiasmo degli animalisti. Lav, Lega per la difesa del cane, Animalisti italiani, ed Enpa «plaudono la decisione» e ringraziano sentitamente la Martini. «Chiediamo a Trenitalia di attuare politiche per un servizio adeguato alle esigenze di tutti senza ostacolare il trasporto di milioni di cani che sono parte integrante di quasi una famiglia su due - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - Dal tavolo tecnico con Trenitalia annunciato da Martini, ci aspettiamo soluzioni all’altezza di un servizio di trasporto che lamenta troppo spesso problemi igienici non riconducibili ai pochi passeggeri a quattro zampe. Le limitazioni ai cani sui treni sarebbero in controtendenza con tutte le aperture delle ferrovie nel resto d’Europa». La Lav proprio ieri annunciava la sospensione della manifestazione «Facciamo una gran cagnara»: si trattava di andare in massa nelle stazioni con fido al guinzaglio. Tutto è bene ciò che finisce bene, e qualcuno va oltre come Alberto Losacco (Pd): «Pensiamo a una terza via, si potrebbero istituire spazi appositi per il trasporto degli animali domestici, per farli viaggiare in sicurezza e igiene e per non creare disagi agli altri passeggeri». E l’Aidaa che chiede di «Inserire gli animali domestici nello stato di famiglia. Nei prossimi giorni invieremo ai sindaci di mille comuni italiani, tra quelli più sensibili, la richiesta di inserire, su proposta della famiglia di adozione, il nome dell’animale ed i suoi dati anagrafici nello stato di famiglia. Solo così si può garantire sicurezza per gli animali e frenare gli abbandoni estivi di cani e gatti ma anche di pesci e tartarughe marine».

LA STAMPA

Pag. 24

L’inflazione arretra dopo due anni

(Vanni Cornero)

Finalmente uno stop. L’inflazione a settembre ha segnato un calo dello 0,3% su agosto e si fissa, su base annua, al 3,8% contro il precedente 4,1%. Siamo sempre sopra la media Ue, visto che nell’area dei Quindici Eurostat individua l’aumento dei prezzi al consumo al 3,6% rispetto al 3,8% di agosto, ma l’annuncio dell’Istat è comunque di rilevo, visto che da ben sette mesi non si registrava un rallentamento del costo della vita e per vederlo in discesa bisogna risalire all’ottobre 2006. Inoltre l’Isae prevede che «nei mesi finali dell’anno il processo di rientro dell’inflazione dovrebbe proseguire», anche se l’Istituto di studi e analisi economiche precisa: «in ottobre questa tendenza potrebbe risultare leggermente più debole, a causa di una specifica "alta stagionalità" e dei rincari delle tariffe energetiche che da sole determineranno una crescita di poco più di 0,1 punti percentuali». A settembre sono rimasti in tensione i prezzi degli alimentari, sono aumentati quelli dei libri scolastici (+1,7% sul settembre 2007) e dei servizi telefonici (+0,4% su agosto per i ritocchi verso l’alto delle tariffe dei cellulari), mentre, dopo mesi a spron battuto, è ribassato il listino del gasolio (-3,4% su base mensile). Per pane e cereali si è avuto un aumento dello 0,4% su agosto, ma, sulla distanza dei dodici mesi il pane è salito dell’8,6%, la pasta del 24,8% e quella di semola di grano duro ha fatto segnare un balzo record del 33,6% (con un aumento dell’1% sul mese).«I dati - commenta soddisfatto Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico - sono rassicuranti ed estremamente positivi, perchè le tensioni sui prezzi si sono allentate sia nel comparto dell’energia, che dipende dai mercati mondiali, sia in quei settori che riflettono le condizioni interne. Questi sviluppi positivi vanno attribuiti anche al rinnovato impegno di questo Governo nel monitorare i mercati e dialogare con produttori e distributori per porre un freno ai rincari». Diversa la lettura delle cifre fatta da Confesercenti, preoccupata dalla caduta dei consumi: «Con il dato sull’inflazione l’Istat segnala anche crescenti difficoltà per l’economia e le famiglie. Se continua così il vero rischio sarà la deflazione e la crescita della disoccupazione». E nei conti fatti dal Codacons l’inflazione 2008 costerà 1.700 euro ad ogni famiglia italiana: «Il calo di settembre - spiega il presidente dell’associazione di consumatori, Carlo Rienzi - è un dato fittizio, perchè influenzato dalla frenata dei carburanti i cui prezzi al distributore, in ogni caso, sono scesi meno di quanto avrebbero dovuto in realzione alle minori quotazioni del petrolio. L’inflazione reale è almeno il doppio di quella registrata dall’Istat e viaggia dal +7,6% al 7,8%». Un’altra associazione, l’Adoc, afferma che il dato del caro-vita di settembre «è l’ennesimo segnale di una recessione in atto» e sollecita un incontro urgente con Bankitalia e Consob per valutare le conseguenze dell’emergenza finanziaria mondiale sui risparmiatori». Da parte sua l’Adusbef chiede al governo un bonus fiscale di 1.500 euro per i redditi sotto i 20.000 euro e l’impegno presso la Bce per la riduzione del tasso di sconto di almeno un punto percentuale. Poi, congiuntamente a Federconsumatori, aggiunge: «L’Istat fa il miracolo di ridurre il carovita dello 0,3% mentre continuano ad aumentare le bollette, il tasso Euribor sui mutui è arrivato al 5,24%, i costi dei servizi bancari salgono del 4,7% e le famiglie ricevono dai Comuni richieste di aumento della Tarsu dal 20 al 30%».

Aumento dello 0,1% contro il + 0,4% di luglio: nei Paesi dell’Ocse ad agosto la corsa dei prezzi frena al 4,7%

I prezzi al consumo nell’Ocse ad agosto sono aumentati del 4,7%. A luglio l’inflazione aveva raggiunto il 4,8%. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici precisa che su base mensile l’inflazione ha registrato un calo dello 0,1% dopo il +0,4% di luglio. L’Italia è al terzo posto nel G7 per il tasso di inflazione più alto, dietro a Usa e Regno Unito, con un +4,1%, invariato rispetto a luglio. Su base mensile i prezzi al consumo sono aumentati in Italia dello 0,1% dopo il +0,5 di luglio. Frena ad agosto anche l’aumento dei prezzi del settore energia con un +20,9% dopo il +22,5% di luglio. Gli alimentari hanno registrato un aumento del 7,1%, lo 0,1 in meno che a luglio.

LA STAMPA Torino e Prov.

Pag. 51

Specchio dei tempi

Alice senza sconto

Un lettore scrive:

«Dal mese di giugno attendo da parte di Telecom l'attivazione di "Alice Tutto Incluso" richiesta on line per i maggiori vantaggi offerti rispetto all'attivazione tramite operatore. «Nonostante i ripetuti solleciti (all'incirca una decina), sia via e-mail che tramite operatore 187, la mia richiesta risulta tuttora sospesa. «Non trovando una soluzione al problema, i vari operatori mi suggeriscono l'attivazione via telefono, nel qual caso perderei però i vantaggi riservati a chi inoltra l'ordine on line. «A questo punto mi sorge spontanea la domanda: ma i tanto pubblicizzati costi zero in caso di attivazione on line non saranno uno specchietto per le allodole? «Riuscirò prima o poi ad incappare in un operatore scrupoloso e competente, che abbia la voglia di affrontare seriamente e con professionalità questo problema?».

LA STAMPA Torino e Prov.

Pag. 53

Anche il ceto medio in fila per il pasto a 6 euro

(Andrea Rossi)

Il signor Giuseppe Borgogno, che di mestiere fa il macellaio in via Buenos Aires, già la settimana scorsa ha appeso un biglietto fuori dal suo negozio. «Scorte esaurite», recitava più o meno così. La pasta era finita, lo yogurt anche. Aveva richiesto solo 60 «porzioni». «Mi sono basato sulle stime di vendita abituali del mio negozio». Calcolo sbagliato: cinque giorni dopo non gli era rimasto nulla. Polverizzato. Allora ha appeso l’avviso. Ma non è servito. Qualcuno è entrato comunque, magari soltanto per controllare che fosse vero. «Gente mai vista, o quasi», racconta, disegnando un popolo che in una manciata di giorni si è riversato nelle 88 macellerie torinesi che hanno aderito al pranzo low-cost - quello a sei euro lanciato dall’associazione macellai, dall’Ascom e dal Comune - costringendo i titolari agli straordinari e tratteggiando una Torino che va da Mirafiori alla Crocetta fino alle Vallette alla disperata ricerca di un po’ di risparmio. Eppure li cerchi per strada e sfuggono. Tutti sanno dell’operazione «Pasto completo». L’hanno letto sul giornale, sentito dire dal vicino di casa, hanno notato l’avviso appeso in vetrina e sono entrati. Molti hanno acquistato il «pacchetto»: quattro svizzerine da cento grammi, due etti e mezzo di prosciutto cotto, mezzo chilo di pasta e un vasetto di yogurt. Sei euro. Ma nessuno si smaschera. «Bella iniziativa», dicono, «peccato averlo saputo tardi e non aver fatto in tempo». Oppure: «Giusto venire incontro a chi ha bisogno, ma io di carne ne mangio poca, a me non serviva». Eppure i numeri parlano chiaro. L’iniziativa avrebbe dovuto durare dieci giorni: dal 20 settembre a ieri. Ma gli aderenti hanno esaurito le provviste già giovedì. In cinque giorni Torino ha macinato quasi 10 mila pasti, e il prossimo mese si replica, irrobustendo le quantità. «Sei prosciutti, 150 pacchetti. Ma se ne avessi avuti il doppio non avrei avuto alcun problema. Il prossimo mese ne chiedo duecento». Franco Zerbinati fa i conti al bancone della sua macelleria in corso De Gasperi, in piena zona Crocetta, là dove il reddito pro capite è tra i più alti di Torino. Ciò nonostante ha doppiato il suo collega di piazza Bengasi, Ettore Marca. Possibile? Sì, perché questa è la spesa del ceto medio. «I veri poveri non si osano, coltivano una dignità assoluta. Sono restii a mostrare i segni del loro disagio». Filosofeggia, Ettore Marca, però il suo punto d’osservazione restituisce l’istantanea di un ceto medio all’arrembaggio. «Famiglie, anziani. Persone magari in difficoltà, ma non poveri». Forse anche qualcuno che non aveva poi così bisogno. «Può darsi, ma qui non si chiede la denuncia dei redditi», taglia corto Maria Abbà dentro il suo negozio di via San Marino, pochi metri quadrati attraversati nei giorni scorsi da un insolito via vai. Facce nuove, ed è un’espressione già sentita. «Pochi erano clienti abituali. E diversi arrivavano da altre zone della città. Chissà, forse preferivano venire qui piuttosto che farsi vedere dal loro macellaio di fiducia o dagli altri acquirenti». Ecco perché il pasto a sei euro lascia tracce flebili nei discorsi. Una voce, Stefania Pistocchi. «Ce ne fossero di iniziative così. Concedono un po’ d’ossigeno alle famiglie e regalano loro la qualità unica dei piccoli negozi». «Con quattro svizzerine si mangia tutti una sera. Mezzo chilo di pasta ce n’è per due volte, è un grosso aiuto», aggiunge Marisa Guazzi. È come se avessero colto al volo i «saldi della tavola»: tutti in macelleria a concedersi quel che per il resto dell’anno sarà tabù. «Li rivedremo?», si chiedono i macellai di fronte a questo popolo di sconosciuti. «Speriamo, ne abbiamo bisogno», dice Zerbinati. «Anche perché - e questo lo dicono tutti - rientriamo appena nelle spese. Non ci guadagniamo un euro».

A SETTEMBRE: per la prima volta da nove anni frena l’inflazione

Non accadeva dal ‘99 che l’inflazione in un mese scendesse dello 0,5 per cento. E’ accaduto a settembre, ma questo rallentamento non è necessariamente una svolta nella corsa dei prezzi. Settembre è tradizionalmente un mese poco inflativo: dal ‘99 l’indice è stato negativo tre volte. In nove anni il tasso mensile è stato in calo solo nel luglio del 2001, nel settembre del 2005, nel settembre e ottobre del 2006, mai per valori superiori al meno 0,2. Il tasso tendenziale per il 2008 è del 4 per cento contro il 4,5% del mese scorso. Continuano a lievitare, però, i prezzi dei prodotti alimentari, +0,2%, con l’unica eccezione degli ortaggi (-1%). In calo trasporti, spettacolo e cultura, comunicazioni, ristorazione, abitazione. Salgono abbigliamento, bevande alcoliche, tabacchi, articoli per la casa, spese per la salute.

LA STAMPA Torino e Prov.

Pag. 53

L’allarme della giunta regionale "Crescita e redditi sotto la media"

(Maurizio Tropeano)

Lenta. Lentissima. Ecco come sarà la crescita dell’economia piemontese nei prossimi tre anni. Colpa delle crisi internazionale, certo, anche se il Piemonte sconta un ritardo rispetto al resto d’Italia e «la progressiva espansione avrà un’evoluzione più lenta del quadro nazionale», spiega l’assessore alla pianificazione. Sergio Conti è l’autore del Documento di programmazione economica e finanziaria regionale, approvato ieri dalla giunta Bresso, dove si ipotizza uno scenario pesante anche per il reddito reale per abitante perché nel corso del 2008 continuerà a «subire una forte erosione» e sarà «stagnante» per il biennio successivo. E proprio la «criticità» del reddito familiare ha portato alla riduzione dei consumi interni. La dinamica dei prestiti bancari alle famiglie si è ridotta mentre il credito al consumo, pur decelerando, si è ulteriormente accresciuto. Nel documento si parla di una diffusa difficoltà a risparmiare ed una maggior necessità di ricorrere ai debiti. E queste criticità «verranno verosimilmente accentuate in prospettiva a seguito della dinamica inflazionistica, soprattutto per le famiglie a minor reddito». Se questa è la fotografia del 2008 è evidente che prevale il pessimismo nelle famiglie ed è ancora più evidente che la graduale crescita economica ipotizzata è legata alla ripresa della domanda estera. Il Dpef ha già tenuto conto delle difficoltà legate alla crisi dei mutui - «nel 2011 il tasso di crescita risulterebbe ben al di sotto dei livelli conseguiti tra il 2006 e il 2007» - anche se le ultime evoluzioni negative dei mercati internazionali potrebbero determinare una ulteriore flessione di quelli che Conti definisce «ritmi alquanto contenuti di evoluzione». In questo scenario economico, il Dpfe individua cinque obiettivi strategici anche se la loro realizzazione è condizionata da «una dinamica dei tributi regionali che si prospetta piuttosto modesta». L’incasso dall’Irap dovrebbe aumentare del 2,1% nel 2009, del 3,4% nel 2010, del 1,6% nel 2011. Per l’addizionale regionale all'Irpef si ipotizza un gettito del 3,4% nel 2008, del 2,7% nel 2009, del 2,6% nel 2010 e del 3% nel 2011. Con questi numeri - e in attesa di capire quale tipo di federalismo fiscale sarà adottato - la giunta Bresso ha deciso di concentrare la spesa in cinque macro-aree: competitività «per favorire lo sviluppo sostenibile del sistema economico piemontese»; welfare per garantire «ai piemontesi un adeguato livello di servizi sociali»; ambiente ed energia per «l’utilizzo razionale delle fonti di energia rinnovabili»; territorio e governance.

LEGGO

Pag. 1-5

Alta velocità, da dicembre nuovi aumenti

(Joshua Evangelista)

Alta velocità, arrivano i rincari. Le tariffe dei biglietti dei treni superveloci aumenteranno dal 14 dicembre. Ad annunciarlo è stato l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Alta velocità, alti prezzi. Le tariffe dei biglietti dei treni superveloci sono destinati a subire ulteriori aumenti. I rincari sono previsti in concomitanza con l’entrata in vigore dell’orario invernale, il 14 dicembre. Ad annunciarlo è l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, parlando al tavolo di conciliazione con le associazioni dei consumatori. Moretti ha cercato comunque di rassicurare i rappresentanti dei viaggiatori, affermando che sì, gli aumenti ci saranno, ma non ai livelli di altre ferrovie europee, quali la francese e la tedesca. Secondo l’ad l’alta velocità «non deve essere un servizio d’elite ma di massa. Gli aumenti saranno contenuti». Per i consumatori il boccone è meno amaro grazie alla firma del protocollo d’intesa per la risoluzione delle varie vertenze tra Ferrovie e clienti. «Un passo avanti per dare una risposta ai cittadini», è il giudizio di Federconsumatori. «Cercheremo di fare la nostra parte, anche di fronte ai rincari derivanti da un aumento delle tariffe» ha detto il presidente dell' Adusbef, Elio Lannutti.

Fido in carrozza

(Carmela Ciuffi)

Almeno per i prossimi quindici giorni, Fido potrà tranquillamente prendere il treno col proprio padrone, anche se pesa più di sei chili. E’ stata, infatti, sospesa l’ordinanza (che sarebbe dovuta scattare oggi) sulle nuove norme di ingresso degli animali domestici sui treni. L’ordine di servizio, che obbligava i cani superiori a sei chili a stare all’interno di "traspontini" (apposite gabbie) e non sulle carrozze, è stato bloccato dopo un incontro presso il ministero della Salute tra il sottosegretario Francesca Martini e Trenitalia. «Non abbiamo ritirato l’ordine, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni per cercare una soluzione», ha spiegato l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti. «Non possiamo - ha aggiunto - far entrare cani di razze pericolose in spazi ristretti dove sono presenti bambini e anziani» e poi ci sono i problemi «legati all’igiene dei cani e la tutela dei passeggeri». Insomma il grattacapo resta, ma «dall’incontro - fa sapere il sottosegretario Martini - è nato un tavolo tecnico, per affrontare tutti i problemi di natura igienico sanitario dei treni italiani». Intanto la Lav, dopo la notizia di sospensione, ha annullato le azioni di disobbedienza civile che aveva in programma e dal tavolo tecnico si attende «soluzioni che favoriscano e non ostacolino il trasporto di milioni di cani che sono parte integrante di tante famiglie italiane».

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Mutui record, ma l’inflazione ora è in calo

(Mario Landi)

L’inflazione è in calo per la prima volta dopo sette mesi, nonostante pane e pasta continuino a costare troppo. Intanto, balza al nuovo record (5,05%) il tasso Euribor, facendo salire le rate del mutuo. La chiave di volta della discesa dell’indice di carovita (giunto al 3,8%) sta nell'energia, la stessa voce prima responsabile, in precedenza, dell'impennata dei prezzi. Ma su molti altri beni, a cominciare dagli alimentari, le tensioni continuano e si sommano a rincari stagionali, come quello dei libri scolastici. O dei servizi telefonici, che subiscono il contraccolpo dei rialzi delle tariffe nella telefonia mobile. La frenata, comunque, c'è stata. L'inversione di rotta si spiega in gran parte con il ripiegamento dei prezzi del petrolio e quindi dei carburanti. A scendere è soprattutto il gasolio, che segna un +19% su base annua, contro il +23,8% di agosto. Ne hanno beneficiato i trasporti (-1,7% congiunturale). D’altra parte, il pane sale dell'8,6% annuo, la pasta del 24,8% con quella di semola di grano duro che fa un balzo del 33,6%.

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Prezzi, settembre porta una boccata d’aria: -0,5%

A Torino, a settembre, l’indice complessivo dei prezzi al consumo è risultato in diminuzione dello 0,5% rispetto al mese precedente e con una variazione del +4% su base annua. Gli aumenti riguardano i prodotti alimentari (+0,2%); abbigliamento e calzature (+0,5%); mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2%); servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%). Nel confronto annuo hanno registrato significative variazioni i prodotti alimentari come pane e cereali (+8,2%), latte, formaggi e uova (+7,7%); i vini (+8,4%); aumenti del 21,5% le spese per la casa (acqua, energia elettrica e combustibili). Ed ancora in forte aumento i trasporti aerei (+26%) e ferroviari (+5,4%).

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(30/09/2008)

Trenitalia e consumatori, al via tavolo di conciliazione

(Laura Muzzi)

Siglato il Protocollo di Conciliazione tra Ferrovie dello Stato e Associazioni dei Consumatori che delinea le nuove procedure di conciliazione tra viaggiatori e Trenitalia. Soddisfatti i Consumatori. Per MDC la conciliazione "è una risposta ai tanti disservizi patiti dagli utenti in questi ultimi anni". "Svolta storica" tra Trenitalia e i viaggiatori: siglato il Protocollo di Conciliazione tra Ferrovie dello Stato e Associazioni dei Consumatori. L'accordo, presentato oggi a Roma, delinea in via sperimentale le nuove procedure di conciliazione tra viaggiatori e Trenitalia ed è stato firmato dall'Amministratore Delegato del Gruppo Mauro Moretti, dall'Ad di Trenitalia, Vincenzo Soprano e dai Presidenti delle principali Associazioni dei Consumatori. Soddisfazione è stata espressa proprio da queste ultime. L'intesa prevede la sperimentazione della procedura per 12 mesi a partire dal 1° gennaio 2009. Per ora riguarderà la linea commerciale Milano-Napoli, sulla quale si concentra circa il 35% dei reclami relativi al traffico passeggeri nazionale. "Con le associazioni dei consumatori - ha spiegato Moretti - abbiamo stabilito di fare un anno di sperimentazione di come si gestiscono i claims in maniera concordata per trovare delle forme corrette di trasparenza e di dialogo con i consumatori e i loro rappresentanti". Rivolgendosi alle associazioni dei Consumatori, i viaggiatori potranno ottenere assistenza nel percorso di conciliazione che si attiverà quando il normale reclamo, che va comunque fatto come primo indispensabile passo, non abbia avuto esito soddisfacente o siano trascorsi 60 giorni, senza che il cliente abbia ricevuto alcuna risposta. Le procedure per la risoluzione extragiudiziale delle singole controversie sono inoltre applicabili ai soli problemi riscontrati su Av, ES, Es City, Tbiz, IC, IC Plus. Fanno eccezione le problematiche relative alla pulizia, escluse al momento del Protocollo d'Intesa, in attesa che si completi la gara europea per l'assegnazione dei nuovi appalti. Alla fine della sperimentazione l'accordo sarà esteso a tutte le tratte a media e lunga percorrenza. Per il trasporto regionale (e quindi il pendolarismo) verranno coinvolte le Regioni che ogni anno stipulano con Trenitalia i contratti di servizio e con esse verrà valutata la modalità per introdurre, anche per questi utenti, la pratica conciliativa. "Siamo pienamente soddisfatti per questo accordo - ha commentato il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Antonio Longo - perché è la testimonianza di un atteggiamento diverso dell'azienda nei confronti dei suoi clienti. Dopo anni di richieste inevase la nuova dirigenza ha mostrato un sincero interesse al dialogo con le Associazioni dei Consumatori, che ha condotto, in poco tempo a questo accordo. La conciliazione è una risposta ai tanti disservizi patiti dagli utenti in questi ultimi anni e una dimostrazione di disponibilità dell'azienda a migliorarsi partendo dall'analisi degli errori". "La procedura conciliativa - ha spiegato il Segretario generale dell'Adiconsum, Paolo Landi - serve a dare risposta a tutti quei reclami che non sono stati evasi dall'azienda. I casi infatti verranno esaminati da due esperti, uno in rappresentanza dell'azienda e uno in rappresentanza del consumatore e se il reclamo sarà riconosciuto fondato definiranno quello che è il risarcimento. Si tratta quindi di un modo per essere risarciti con una procedura veloce e soprattutto non costosa perché non c'è bisogno di andare dal giudice". "La firma del protocollo di conciliazione tra Trenitalia e le Associazioni dei Consumatori - ha commentato Giustino Trincia, Responsabile per le politiche dei consumatori di Cittadinazattiva - rappresenta una conquista attesa almeno 10 anni. Mancando ancora la class action, tale procedura potrebbe applicarsi con decisione alla gestione dei reclami collettivi, come peraltro già sperimentato occasionalmente da Trenitalia". L'associazione ha però mostrato anche "perplessità" riguardo alle modalità con le quali si è giunti all'accordo sottolineando che è mancata "un'intensa attività di confronto e che i margini di effettivo intervento da parte delle associazioni sono stati davvero esigui, limitandosi di fatto alla riunione del 15 settembre scorso".

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