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Il primo passo obbligato della conciliazione presso il CORECOM.

Il tentativo di conciliazione, da procedura efficiente  e vantaggiosa per il merito di essere snella  e di rapido definizione,  diventa il primo passo obbligato sulla strada della risoluzione delle controversie in ambito di  telecomunicazioni.

E’ quanto deciso dalla Corte di Cassazione in una recente sentenza datata 30 settembre, attraverso la quale respingeva il ricorso di un´utente in lite con la Wind.Oggetto della contestazione avanzata dal consumatore era l’arrivo di una fattura relativa ad un contratto di utenza telefonica che non era mai stato siglato. Tale vicenda ha costituito così l’occasione per sancire, da parte della Corte, che, in tema di contratti in materia di telecomunicazioni tra utente e gestore, rientranti nelle fattispecie disciplinate dalla legge 249 del ’97 e dal regolamento sulla risoluzione delle controversie approvato dall’Agcom, anche le ipotesi in cui oggetto della controversia sia l’esistenza stessa di un contratto, sono assoggettate alla disciplina prevista dalla normativa. In particolare si interpretano in questi termini il comma 11 dell’art. 1 della legge e gli artt. 3 e 4 del regolamento stabilendo quindi che l’attore è tenuto  a promuovere preventivamente un tentativo di conciliazione dinnanzi al CORECOM competente per territorio.Pertanto, d’ora in poi, i cittadini in lite con le compagnie telefoniche per una bolletta o per l’esistenza di un contratto, dovranno tentare prima la risoluzione conciliativa fuori dalle aule di giustizia anche prima, quindi, di essere formalmente dei clienti.

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