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30 ottobre 2008

Rassegna stampa

Giovedì 30 ottobre 2008

Indice

Quotidiani

La Repubblica – "Telefonini, multa dell’antitrust pratiche scorrette sulle suonerie" – di Giorgio Lonardi – pag. 22

La Repubblica Torino e Prov. – "Raccolta di alimenti per i poveri, s’allunga la lista degli ipermercati" – di T. Cl. – pag. III

La Stampa – "Il ciclone minaccia le carte di credito" – di Francesco Semprini – pag. 8

La Stampa Torino e Prov. – "Il grande cuore di Torino" – di Giulia Vola – pag. 63

Free Press

City – "Risparmiare informandosi" – di Umberto Filotto – pag. 14

Internet

HelpConsumatori.it – "Inchiesta di GFK rivela come gli italiani percepiscono l’aumento del costo della vita" –

HelpConsumatori.it – "Detersivi alla spina, tre nuovi punti vendita in provincia di Torino" –

HelpConsumatori.it – "Caldaie, i consigli dell’ANAMMI" –

HelpConsumatori.it – "Federdistribuzione: A settembre prezzi in calo dell’1,4 % nella GDO" –

La Repubblica

Pag. 22

Telefonini, multa dell’Antitrust "pratiche scorrette sulle suonerie"

(Giorgio Lonardi)

MILANO - Le suonerie per i telefonini sembravano gratuite: un piccolo regalo graziosamente offerto dai quattro big della telefonia mobile (ma anche da una società specializzata del settore). E invece no. Perché fra le righe di una pubblicità scorretta erano occultati una serie di abbonamenti da 4-5 euro la settimana. A scoprire la «furbata» è stato l´Antitrust che ha multato le aziende per un ammontare complessivo di un milione 160 mila euro. L´ammenda è di 315 mila euro per Telecom Italia; 285 mila euro sono a carico di Vodafone; altri 265 mila per Wind e 180 mila per H3G. Mentre a Neomobile, società focalizzata nel business dei loghi e delle suonerie per i cellulari, toccherà una multa di 115 mila euro. Esultano le organizzazioni dei consumatori. Anche se Carlo Pileri, presidente di Adoc, chiede sanzioni più salate: «Il business delle suonerie vale centinaia di milioni di euro. Multe da 1,16 milioni non bastano a disincentivare queste pratiche». L´Autorità per la concorrenza ha dunque giudicato scorretta la pubblicità sulle suonerie dei telefonini pubblicata su un settimanale dedicato ad un pubblico giovanile e su un sito Internet. Secondo l´Antitrust, nell´offerta commerciale non erano «chiariti i costi e le modalità di fruizione, inclusa la disattivazione. In particolare veniva attribuita enfasi alla gratuità degli sms e alla possibilità di ricevere una suoneria gratis, omettendo che si trattava di abbonamento a un servizio di ricezione di contenuti multimediali, riportato in una nota di carattere e grafica sproporzionate rispetto al messaggio pubblicitario». L´Autorità ha anche sottolineato che nell´annuncio riportato nel sito Internet le caratteristiche del servizio, oltre ad essere scritte in caratteri minuscoli, erano nascoste in un link e quindi difficilmente percepibili. «Il fenomeno delle suonerie - dice il presidente Codacons, Carlo Rienzi - genera in Italia un business annuo pari a circa 800 milioni di euro, ma sono troppe le truffe e le pratiche scorrette che caratterizzano questo settore. Basti pensare che 8 siti Internet su 10, specializzati nella vendita di suonerie e prodotti simili, non rispettano la normativa europea». Poi aggiunge: «Il prezzo medio di una suoneria va dai 3 ai 5 euro e tra le principali scorrettezze a danno degli utenti vi è la prassi di non specificare l´avvenuta adesione ad abbonamenti settimanali, nonché quella di non indicare chiaramente come disdire il servizio di invio suonerie direttamente sul cellulare». Incalza Carlo Pileri, presidente di Adoc: «Apprezziamo ancora una volta lo sforzo dell´Antitrust di far rispettare le regole di mercato di tutelare i consumatori. Ma L´Antitrust stesso deve essere dotata di più poteri, deve avere la possibilità di comminare sanzioni proporzionali al fatturato, come avviene in altri Paesi, in primis gli Usa».

La Repubblica Torino e Prov.

Pag. III

Raccolta di alimenti per i poveri, s’allunga la lista degli ipermercati

(T. Cl.)

Mentre sempre di più sono le persone che si rivolgono agli enti assistenziali per chiedere un pasto caldo, quotidianamente vengono buttati nei cassonetti dell´immondizia centinaia di Kg di alimenti commestibili. Proprio per porre un freno a questi sprechi alimentari il comune di Torino ha dato il via al progetto «Buon Samaritano» che, quattro anni dopo, rafforza la squadra. Dapprima rivolto alle eccedenze delle mense scolastiche, nelle quali venivano raccolti pane e frutta, consegnati poi a vari enti assistenziali, il progetto si è ampliato nel 2005 all´ipermercato Auchan di corso Romania che ha portato «ad ottimi risultati - come spiega Ghiglion, responsabile della catena francese -. Sono più di 400 i kg di alimenti che, giornalmente, invece di essere buttati servono a sfamare i più bisognosi. In collaborazione con l´Amiat nel primo semestre del 2008 sono già stati consegnati quasi 70mila kg di prodotti». L´assessore comunale alle politiche sociali, Marco Borgione, illustra un po´ meglio il progetto: «L´anno scorso nelle mense scolastiche, sono state raccolte e ridistribuite 25 tonnellate di pane e 13 di frutta. Ora il progetto si allarga ad altri ipermercati come Carrefour e Bennet. Solo ad agosto, nei centri Carrefour, sono stati raccolti 115 mila kg di prodotti corrispondenti a 192 mila pasti. Pasti che, grazie all´aiuto del Bancoalimentare, finiscono sulle tavole delle mense del Sacro Cuore, dei Vincenziani, del Cottolengo, delle cooperative sociali, dei centri di recupero, e così via». Anche Slow Food ha deciso di aderire e ha fornito agli enti assistenziali ben 6 mila kg di alimenti avanzati dal Salone del Gusto.

LA STAMPA

Pag. 8

Il ciclone minaccia le carte di credito

(Francesco Semprini)

NEW YORK - Ora tocca alle carte di credito. Dopo il collasso dei mutui subprime e le turbolenze che hanno investito banche e società finanziarie, gli Stati Uniti rischiano di affrontare una nuova crisi, quella del credito al consumo. L’economia sull’orlo della recessione e il conseguente calo delle spese private, che in America rappresentano un terzo del Pil, unito alla paralisi del sistema creditizio, hanno costretto gli istituti a mettere un freno alla concessione di prestiti. Banche e società finanziarie hanno già iscritto nei bilanci svalutazioni per 21 miliardi di dollari di «credito cattivo» solo nella prima metà del 2008, in conseguenza del fatto che i titolari dei prestiti non hanno adempiuto agli obblighi contratti. Secondo gli analisti inoltre tra gli ultimi sei mesi di quest’anno e tutto il 2009 le società del settore rischiano di perdere altri 55 miliardi di dollari. Attualmente gli ammanchi sono pari al 5,5% del debito associato alle carte di credito attualmente in circolazione, ma in pochi mesi potrebbe superare al soglia del 7,9% toccata durante la bolla tecnologica del 2001. Le banche rischiano di attraversare in questo modo un altro periodo di turbolenze con gravi passivi nei bilanci già duramente afflitti dalla crisi dei mutui. «Se il tasso di disoccupazione continuerà ad aumentare, l’esposizione e il rischi potrebbero andare ben oltre i livelli storici di guardia», spiega il direttore finanziario di Citigroup, Gary Crittenden. Gli erogatori come American Express e Bank of America, hanno introdotto vincoli più severi alla concessione di linee di credito e stanno riducendo l’esposizione del proprio portafoglio clienti. Capital One ad esempio, nel secondo trimestre ha abbattuto del 4,5% i propri prestiti. Le società che gestiscono le carte invece, come Visa e MasterCard impongono limiti più severi ad operazioni a cui spesso ricorrevano i clienti per evitare il pagamento di interessi e commissioni elevati, ovvero il trasferimento da una carta all’altra al termine del periodo di prova. Il cambio di rotta degli istituti inoltre riguarda anche i consumatori con alto merito creditizio. Nessuno è escluso quindi dalla nuova crisi e a farne le spese sono i consumi al dettaglio che già dalla prossima stagione natalizia avranno una pronunciata contrazione.

LA STAMPA Torino e Prov.

Pag. 63-75

Il grande cuore di Torino

(Giulia Vola)

Per mangiare escono di casa e si mettono in fila, aspettano il loro turno, prendono il sacchetto di carta, se lo mettono sotto braccio e tornano indietro guardandosi intorno «perché sa, una volta me l'hanno fregato, da allora me lo tengo ben stretto» racconta Mario, un cinquantenne che frequenta la mensa del Cottolengo da due anni. A Torino, ogni giorno lo fanno millequattrocento persone, il che significa quattrocentomila all'anno. «Sono giovani precari o coppie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese. Il clochard di una volta non esiste quasi più: oggi la maggior parte ha tra i 31 e i 41 anni» spiega Marco Gremo, presidente della Bartolomeo&C. Vedere per credere: in coda alla Casa Santa Lucia della San Vincenzo in via Nizza 24, capita di trovare Luca, ventinovenne italiano, ex carcerato che non riesce a trovare un lavoro e Angelo, un moldavo di 49 anni che fa il saldatore «ma lo stipendio non basta per dare da mangiare a tutti». Da un anno all'altro i numeri hanno fatto un balzo in avanti, quelli di chi ha bisogno, e quelli di chi è disposto a dare. D'altronde le famiglie torinesi con reddito Isee inferiore ai 24 mila euro sono 39 mila, ottomila più dell'anno scorso. «Negli ultimi due anni il progetto Buon Samaritano - spiega l'assessore ai servizi sociali, Marco Borgione - ha accresciuto il panorama di raccolta dei prodotti alimentari e migliorato la rete di distribuzione negli enti assistenziali: oltre all'Auchan, ora anche Carrefour e Bennet ci mettono a disposizione frutta e verdura, formaggi, panetteria e pasticceria, macelleria e salumeria che sono in scadenza». Fatti due calcoli ogni giorno 812 torinesi mangiano grazie al Carrefour, 129 lo devono a Bennet e circa cinquecento a Auchan. Ma non solo: «Slow Food ci ha regalato 1000 pacchetti pranzo avanzati e 6000 chilogrammi di cibo e acqua - continua Borgione -. Senza contare le 25 mila tonnellate di pane e le 13 e mezzo di frutta che sono arrivate dalle 120 scuole elementari torinesi». Insomma se nel 2007 le tonnellate di cibo raccolte e distribuite erano 96, dal primo gennaio a oggi si sono già superate le 62 e visto che la legge permette di recuperare il cibo in scadenza, quello che avanza nelle mense, quel che rimarrebbe negli scaffali dei supermercati o, peggio, finirebbe in discarica «chiunque sia interessato è invitato a farsi avanti» assicura Borgione. In città sono 21 le mense che distribuiscono il pacco pranzo. Alcune non chiedono nulla, altre il tesserino, altre il permesso di soggiorno. «Il panino è buono - dice Franca, 45 anni, torinese, in coda all'asilo notturno Umberto I - ai musulmani lo danno con il formaggio, a noi con il prosciutto. Oggi c'è anche un cioccolatino, lo darò a mia figlia: lei non sa che mangio qui». Sono in tanti quelli come Franca, gli insospettabili, con la giacca abbottonata e le scarpe ben lucidate. «Gli sposati sono triplicati, gli ultrasessantenni sono raddoppiati - spiega Marco Gremo -, e si sono quadruplicati i pensionati: è chiaro che i problemi sono sempre più legati ai redditi bassi erosi dal carovita». Il malessere era già emerso dalle 900 tabelle dell'annuario statistico regionale Piemonte in Cifre 2008: senza l'apporto degli immigrati la Regione è in decrescita, l'indice di vecchiaia supera di gran lunga la media italiana e la spesa delle famiglie è calata dell'1,8%. «Siamo sempre esistiti prima non ci vedevate, oggi è diventato impossibile» sbotta Alfonso, in coda alla Casa Santa Luisa. Impossibile dargli torto: ogni anno 75 mila persone hanno fatto la fila al Cottolengo, 55 mila all'asilo notturno Umberto I, 110 mila dai vincenziani, 23 mila al Sant'Antonio, 14.500 alla comunità Modiani e altrettanti alla San Luca; al Sacro Cuore, al Sant'Alfonso, in via Saccarelli e al Centro Andrea si sono messe in coda 112 mila persone.

city

Pag. 14

Risparmiare informandosi

(Umberto Filotto)*

Informazioni in rete per i consumatori

Fino a qualche anno fa l’offerta limitata di prodotti finanziari non richiedeva particolari conoscenze. Oggi, completezza e correttezza di informazioni sono più che mai importanti. Per rispondere a questa esigenza sono a disposizione molti strumenti che aiutano i consumatori a fare scelte consapevoli attraverso un percorso di trasparenza. Ad esempio, utilizzando un qualunque motore di ricerca su internet, si possono consultare numerosi siti che offrono spiegazioni sui diversi prodotti, indicazioni relativamente alla documentazione necessaria oppure forniscono il calcolo della rata per chi deve richiedere un prestito o un mutuo. Alcuni sono collegati ad operatori finanziari, altri sono totalmente indipendenti da finalità commerciali. Tra questi vi è www.monitorata.it, un software di calcolo online, anonimo e gratuito, nato da un progetto condotto nell’ambito del Dottorato in Banca e Finanza dell’Università di Roma Tor Vergata. Con monitorata.it i consumatori possono fare un percorso di autovalutazione della propria situazione finanziaria e, in maniera semplice e chiara, capire quali siano le voci di spesa da prendere in considerazione se si è nella condizione di dover valutare la sostenibilità della rata da rimborsare. Tra l’altro, monitorata.it è stato incluso tra i siti consigliati da DOLCETA (www.dolceta.eu), il sito che rientra nel programma di educazione on line del consumatore, voluto dalla Direzione Generale Salute e Tutela dei Consumatori della Commissione Europea.

* Segretario Generale ASSOFIN

Help Consumatori.it

Inchiesta di GFK rivela come gli italiani percepiscono l’aumento del costo della vita

L'economia perde colpi e i consumi calano, ma qual è la percezione dei prezzi dei consumatori italiani? A questa domanda tenta di dare una risposta una ricerca effettuata da GFK Panel Services su un campione di 1.000 famiglie rappresentative dell'universo dei consumatori italiani. Secondo i risultati della ricerca, oltre l'83% degli intervistati da Gfk Panel Services ha osservato un incremento consistente e inesorabile dei prezzi. Tra le categorie di beni maggiormente colpite dalla crescita dei prezzi si trovano i carburanti, le bollette di luce e gas, il comparto alimentare e in particolare prodotti di base come il pane, la pasta, il riso, la frutta e verdura, il pesce e il latte. A questa categoria si aggiungono poi le spese relative alla casa (affitti, ristrutturazioni, interventi di manutenzione...). Per tentare di combattere l'inarrestabile caro-vita, oltre il 52% degli intervistati dichiara di cambiare spesso punto vendita nel tentativo di individuare il più conveniente e il 58,9% ammette di acquistare sempre più spesso prodotti no logo, proprio per evitare di pagare un surplus di prezzo per un prodotto di marca. Significativa la percentuale di persone che ultimamente cercano di ridurre il consumo di prodotti superflui: oltre l'82% dichiara infatti di aver tagliato l'acquisto di prodotti non strettamente necessari. Il 70,5% delle famiglie, inoltre, dichiara di prestare molta attenzione ai prezzi. Solo il 33,3% degli intervistati dichiara che non ridurrà alcun consumo, mentre un 33,1% ridurrà il consumo di bevande analcoliche e il 34,3% ridurrà il consumo di merendine. "L'indagine nasce con lo scopo di indagare il sentimento generale degli italiani verso i consumi in una situazione storico-economica particolare per il nostro Paese - spiega Marco Pellizzoni, Key account manager di GFK e autore della ricerca - In questo periodo di recessione, l'analisi ha confermato una preoccupazione diffusa e un'attenzione alla spesa particolare che ha portato il consumatore ad avvicinarsi ancor più al mondo del discount, delle marche private e del risparmio attraverso la ricerca delle promozioni."

Help Consumatori.it

Detersivi alla spina, tre nuovi punti vendita in provincia di Torino

In Provincia di Torino aprono tre nuovi punti vendita di detersivo "alla spina" e si tracciano i primi bilanci dell'iniziativa: dall'inizio del progetto, a dicembre 2006, sono state risparmiate circa 220 mila bottiglie di plastica, che si traducono in 36,6 tonnellate di CO2 che non sono state emesse in atmosfera. È quanto afferma l'assessore all'Ambiente della Regione Piemonte. Oggi saranno inaugurati tre nuovi distributori presso i supermercati Coop di Avigliana, Carrefour di Torino e Carrefour di Grugliasco. "Dall'inizio del progetto - ha detto Nicola de Ruggiero, assessore all'Ambiente della Regione Piemonte - nel dicembre 2006, sono state risparmiate circa 220 mila bottiglie di plastica. Tradotto in parametri ambientali significa che in atmosfera non sono state emesse 36.6 tonnellate di CO2 e si sono economizzati poco più di 563 MW/h di energia elettrica e più di 13 tonnellate di plastica". L'obiettivo è di scendere del 10% entro il 2020 e dunque di produrre 200 mila tonnellate in meno di rifiuti.

Help Consumatori.it

Caldaie, i consigli dell’ ANAMMI

Evitare improvvisazioni ed effettuare i controlli periodici stabiliti dalla legge. E' quanto suggerisce l'ANAMMI, l'Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d'Immobili, in vista dei primi rigori invernali. Ma non solo. L'associazione suggerisce anche alcune regole per mantenere efficiente e sicuro l'impianto condominiale.

1. Non improvvisarsi tecnici. Un buon amministratore di condominio - afferma Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI - deve combattere la brutta abitudine italiana di dare credito al condòmino che 'smanetta' con la caldaia, sostenendo di saperla regolare. E' un errore tragico, per i controlli periodici bisogna sempre affidarsi ad operatori specializzati e, se possibile, anche certificati". Spesso, l'amministratore, pur essendo investito dalla responsabilità dell'impianto, nomina, in sede di assemblea condominiale, un "terzo responsabile", ovvero un tecnico di settore, che si occupi operativamente di tutti i controlli di legge, pur facendo riferimento allo stesso amministratore.

2. Controllare l'impianto almeno due volte l'anno. "E' il limite minimo per la manutenzione ordinaria - osserva Bica - serve a mantenere in efficienza l'intero impianto e a verificarne lo stato". In pratica, il controllo riguarda sia l'accensione che lo spegnimento dell'impianto. Il rendimento fumi, ovvero il controllo sul meccanismo di combustione, va invece operato ogni due anni.

3. Occhio alla documentazione relativa all'impianto. Il manutentore per ogni controllo deve rilasciare una "Dichiarazione attestante il controllo tecnico dell'impianto". A conservare questi documenti sarà l'amministratore di condominio, insieme al libretto di impianto, collocandoli nel locale caldaie.

4. Visti gli obblighi di legge, l'amministratore è anche tenuto a costruire un vero e proprio "fascicolo della sicurezza", per riunire i documenti relativi alle operazioni di controllo e messa a norma di tutti gli impianti, non soltanto quello di riscaldamento.

5. Condòmini sempre informati. L'amministratore dell'immobile deve tenere sempre informato chi abita nello stabile sullo stato di salute della caldaia. "Tenere sempre aggiornati i proprio amministrati facilita i rapporti all'interno del condominio", osserva il presidente Bica.

6. Sanzioni per il "controllo fantasma". Se il tecnico manutentore non esegue i controlli a norma di legge o li tralascia, l'amministratore può segnalare il suo comportamento alla locale Camera di Commercio. Inoltre, l'operatore è passibile di multa amministrativa.

Help Consumatori.it

Ferderdistribuzione: "A settembre prezzi in calo dell’1,4% nella GDO"

Scendono a settembre i prezzi dei prodotti alimentari nella grande distribuzione organizzata. Secondo i dati Iri Infoscan si è registrato un calo complessivo dei prezzi pari a meno 1,4% rispetto al mese precedente. In diminuzione soprattutto i prezzi della pasta di semola, dei prodotti freschi, dei surgelati, dei latticini e dell'ortofrutta. La rilevazione, afferma Federdistribuzione, evidenzia che per la pasta di semola c'è stata una diminuzione complessiva del prezzo per il mercato dell'1,6%, che diventa meno 4,4% per il prezzo delle marche private delle insegne distributive. L'indagine rileva inoltre un calo di prezzi pari all'1,3% per le bevande, all'1,6% per i prodotti freschi, al 4,1% per i surgelati, al 2,4% per i latticini, all'1,9% per l'ortofrutta e all'1,3% per la drogheria alimentare. Federdistribuzione chiede dunque la realizzazione di una "politica dei consumi". "Stiamo da tempo lavorando per garantire la capacità di spesa dei consumatori e il soddisfacimento dei loro bisogni, aumentando le promozioni e introducendo in assortimento un numero sempre maggiore di prodotti a prezzo contenuto - ha detto il presidente Paolo Barberini - Con i prodotti a marchio delle nostre insegne assicuriamo, infine, la qualità delle marche leader ad un prezzo inferiore fino al 30%". Ma, aggiunge, serve di più: "E' necessario che il mondo politico e istituzionale si impegni nella realizzazione di una vera politica dei consumi, sostenendo i redditi delle famiglie, a cominciare dalla detassazione della tredicesima, per fare nuovamente della domanda interna il vero propulsore della crescita del Paese".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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