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ITALIA-PROGRAMMI.NET: convocazione presso tribunale regionale giudiziario

A seguito delle numerose segnalazioni giunte dagli associati, Adoc Piemonte comunica che le diffide inviate in questi giorni dalla Società Estesa Limited con sede alle Seychelles che gestisce il sito www.italiaprogrammi.net integrano una condotta commerciale scorretta a danno degli utenti-consumatori peraltro già denunciata e sanzionata dall’Antitrust.
La diffida della Società Estesa Limited induce il consumatore a pensare che ci sia un procedimento giudiziario in corso contro di lui e che le somme richieste da Italia programmi siano simili a tasse o tributi e che se non paga subirà una “ingiunzione tributaria”: trattasi di informazioni palesemente false ed infatti il Tribunale Regionale Giudiziario non esiste!
Adoc Piemonte, quindi, consiglia ai propri associati di ignorare ogni richiesta di pagamento e per ogni informazione in merito telefonare al 011.4364331 in orario 10.00-16.00.

VACANZE IN PAESI A RISCHIO

in merito ad alcune lettere recentemente pubblicate aventi ad oggetto il danno subito in seguito alla prenotazione di un viaggio in Paesi poi diventati “a rischio” (es. Siria, Libia, ecc.), facciamo presente quanto segue:

Irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti di Enel Distribuzione S.p.A.

A seguito delle numerose segnalazioni dell’ADOC e delle altre associazioni dei consumatori, relative alle anomalie nei servizi da parte di Enel Distribuzione S.p.A. nel periodo maggio-dicembre 2008, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha aperto una istruttoria conoscitiva volta ad acquisire informazioni e dati sulle cause delle predette disfunzioni.

L’istruttoria conoscitiva ha evidenziato che la società Enel Distribuzione S.p.A.:

- nel disporre lo switching con effetto dall’1 maggio 2008 dell’insieme dei punti di prelievo in precedenza serviti dagli esercenti transitori, ha inserito numerosi punti di prelievo nei contratti di dispacciamento dei nuovi esercenti la salvaguardia (le società Exergia S.p.A. e Enel Energia S.p.A.) in un momento successivo (facendone retroagire l’effetto all’1 maggio 2008), in contrasto con l’art. 3 della deliberazione ARG/elt 42/08;

- nel disporre l’attivazione del servizio di salvaguardia durante il periodo maggio-dicembre 2008, ha omesso di trasmettere a Exergia alcune delle informazioni previste dall’art. 4, commi 3 e 3bis, del TIV (Testo Integrato di Vendita). In particolare, Enel Distribuzione non ha mai indicato l’indirizzo/sede legale del cliente finale titolare del punto di prelievo.

L’accertamento di tali violazioni ha portato la stessa Autorità con la deliberazione VIS 46/11 del 7 aprile 2011 ad irrogare una sanzione amministrativa di € 169.000 alla società Enel Distribuzione S.p.A. così suddivisi: a)143.000 (centoquarantatremila) euro, per la violazione dell’art. 3 della deliberazione ARG/elt. 42/08; b) 26.000 (ventiseimila) euro, per la violazione dell’art. 4, commi 3 e 3bis, del TIV (Testo Integrato di Vendita).

AIAZZONE: FIDITALIA ACCOGLIE LA RICHIESTA DELL’ADOC, CIRCA 13MILA CLIENTI SARANNO RIMBORSATI

Fiditalia, accogliendo la richiesta formulata dall’Adoc nell’incontro dello scorso 29 marzo, ha deciso di restituire ai clienti di Aiazzone le somme spese per l’acquisto di mobili mai arrivati. L’Adoc apprezza l’operato di Fiditalia, sono circa 13mila i clienti coinvolti nel crack Aiazzone. “La decisione di Fiditalia di restituire ai clienti quanto pagato è una vittoria dell’Adoc e dei consumatori - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc - con la restituzione degli importi pagati si andrà a sanare una situazione molto grave che ha visto coinvolti circa 13 mila clienti, che hanno pagato mobili poi mai arrivati. Ci auguriamo che questa soluzione possa essere adottata anche per i clienti che hanno ricevuto parzialmente la merce regolarmente acquistata. L’Adoc, ad ogni modo, è disponibile attraverso i suoi legali a dare assistenza a tutti coloro che sono interessati e che ritengono di avere diritto al rimborso delle rate.”

COMUNICATO AI CONSUMATORI

Si comunica formalmente ai propri associati e a tutti i consumatori che non è operativa alcuna convenzione dell'ADOC Piemonte nè accordo di qualsiasi tipo in relazione al progetto/iniziativa "SCONTO AUTO SMS" pubblicizzato dalla società IL VILLAGE s.p.a.

Si avverte, pertanto, che l'iniziativa "SCONTO AUTO SMS" non è monitorato dall'ADOC Piemonte.

Trasparenza Contrattuale

PROGETTO “TRASPARENZA CONTRATTUALE”
Proponente: ADOC PIEMONTE

A chi è rivolto:

- consumatore-utente: educandolo, informandolo e mettendolo a conoscenza della qualità dei prodotti e servizi disponibili sul mercato, così da non essere vittima di abusi, speculazioni e frodi;

- imprese di fornitura di beni e servizi al pubblico: riconoscendo, con l’adesione al progetto, il suo impegno concreto al rispetto delle norme sancite dal Codice del Consumo (Decreto Legislativo del 6.9.2005 n. 206) e dalle altre disposizioni legislative emanate ed emanande a tutela del consumatore, consentendogli in tal modo di acquisire “un valore aggiunto” rispetto ai propri concorrenti.

Finalità del progetto:

a) rafforzare la tutela giuridica del consumatore, mediante la predisposizione di moduli contrattuali conformi alla normativa vigente;

b) armonizzare la disciplina normativa che caratterizza il mercato;

c) ridurre il contenzioso giudiziario tra imprese e consumatori, favorendo l’utilizzo dell’istituto della conciliazione (volontario, rapido, economico, riservato ed informale). La conciliazione è gratuita e si svolgerà presso le strutture della C.C.I.A.A. di Torino.

Tale progetto tende sia ad una diffusione sempre più ampia delle norme contenute nel Codice del Consumo sia ad un monitoraggio costante sulla correttezza e trasparenza contrattuale e sulla qualità dei servizi offerti con conseguenti riflessi positivi nei rapporti di scambio tra consumatori e professionisti.

Durata del progetto:

annuale.

CONVENZIONE

Progetto “Trasparenza Contrattuale Adoc Piemonte”

Il professionista aderente al progetto “Trasparenza Contrattuale Adoc Piemonte” assume i seguenti impegni e obblighi:

1) Dichiara, ai sensi di Legge e sotto la sua responsabilità, di possedere tutte le licenze e/o autorizzazioni amministrative previste dalla Legge per l’esercizio dell’attività imprenditoriale svolta.

2) Predispone ed utilizza contratti conformi alle norme contenute nel Codice del Consumo e nelle altre disposizioni legislative emanate a tutela del consumatore.
Tali contratti sono rivisti e concordati con l’Adoc Piemonte e potranno riportare il logo del progetto “Trasparenza Contrattuale”.
Il professionista si obbliga ad utilizzare indistintamente nei confronti della clientela e per tutta la durata della Convenzione in via esclusiva i contratti di cui sopra.

3) Organizza campagne pubblicitarie per la promozione dei propri prodotti e/o servizi ai sensi e nel rispetto delle normative vigenti. Le stesse verranno inviate contestualmente all’Adoc Piemonte e la C.C.I.A.A., che si impegnano a prestare il loro consenso scritto entro 72 ore dal ricevimento.

4) Aderisce, in caso di controversie relative all’applicazione, esecuzione, interpretazione e violazione del rapporto contrattuale, alla procedura di conciliazione istituita presso la C.C.I.A.A. di Torino.
La procedura di conciliazione è gratuita.
Qualora il tentativo di conciliazione fallisca, le parti potranno liberamente adire l’Autorità Giudiziaria ordinaria.

5) Autorizza l’Adoc Piemonte a verificare lo standard del servizio mediante interviste telefoniche e/o a mezzo posta indirizzate ai propri clienti.
Pianifica incontri quadrimestrali con la propria divisione commerciale e l’Adoc Piemonte, al fine di verificare il raggiungimento delle finalità del progetto.

6) Consegna all’Adoc Piemonte:
a. visura camerale aggiornata dell’impresa;
b. statuto e atto notarile dell’impresa;
c. visura personale del legale rappresentante e amministratore dell’impresa;
d. certificato carichi pendenti legale rappresentante e amministratore dell’impresa;
e. modello UNICO e/o bilancio depositato e firmato dai soci dell’impresa degli ultimi due anni;
f. ultimi due estratti conto;
g. Pagamenti modello F24 degli ultimi 6 mesi;
h. Elenco fornitori.

7) Utilizza i dati personali dei propri clienti unicamente per una completa ed esatta esecuzione del contratto, previo consenso in forma scritta.
I dati personali non sono soggetti a diffusione.

8) Individua un responsabile/referente per i reclami e/o richieste di informazione con numero dedicato.

9) Propone eventuali contratti di finanziamento con moduli contrattuali separati e distinti dal proprio contratto.

Accertati i suddetti requisiti, il professionista entrerà a far parte del “CIRCUITO TRASPARENZA CONTRATTUALE” Adoc Piemonte (C.T.C.) e potrà:
- utilizzare sul proprio sito ed a mezzo vetrofania, rilasciata dall’Adoc Piemonte, da applicare nei propri locali commerciali, il logo del presente progetto;
- predisporre adeguato materiale informativo, stampato e distribuito.

Tali iniziative sono a cura e spese del professionista, previo consenso scritto dell’ Adoc Piemonte.

Il logo verrà altresì inserito sul sito dell’ADOC Piemonte, sul quale verrà riportato il Circuito Trasparenza Contrattuale nel quale verranno man mano inseriti i nominativi dei professionisti aderenti al progetto, consentendo, in tal modo, agli associati e ai consumatori una costante ed aggiornata verifica.

Il presente progetto-convenzione è stato predisposto in via sperimentale nelle sue linee guida; esso, pertanto, verrà riportato in una convenzione specifica da stipularsi con i vari professionisti, nel quale verranno disciplinati i rapporti sulla base della peculiarità dell’attività svolta.

Il progetto potrà essere aggiornato e/o integrato con altri vantaggi o servizi offerti al consumatore.

Caro mutui, in crisi 530mila famiglie

L’Antitrust: “Punire le banche”

ROMA “Sono circa 110 mila le famiglie con problemi di insolvenza per il caro mutui, 420mila sono invece quelle in difficoltà su una platea di circa 530mila famiglie. Nelle famiglie a reddito fisso, se aumenta la rata è chiaro che si va in sofferenza”. Ha dato i numeri della crisi ieri il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, intervenendo al convegno organizzato da Altroconsumo su “Obiettivo trasparenza mutui”. “Siamo un paese ha precisato pochissimo indebitato e i nostri risparmiatori sono i tra i più virtuosi dell’Europa ma bisogna intervenire per arrivare a una tutela dei cittadini”.

Danno per 4,5 milioni di euro Secondo un’indagine di Altroconsumo le banche ignorano la legge Bersani. Solo due su quattro la rispettano in tema di portabilità dei mutui, cioè il diritto di trasferire il mutuo ad altra banca che pratichi migliori condizioni, con surrogazione dell’ipoteca a costo zero. L’associazione ha calcolato in 4,5 milioni di euro il danno per i mutuatari che hanno surrogato il proprio mutuo nel 2007. Danni che potrebbero raddoppiare, sostiene Altroconsumo, superando i 9 milioni di euro se la percentuale dei mutui oggetto di surroga corrispondesse al totale dei mutui sostituiti, che rappresentano il 15% dei mutui erogati lo scorsoanno.Analizzandola Bersani, Catricalà ha biasimato la mancanza di una specifica sanzione quando la legge non viene applicata: “Denunciare la pubblicità ingannevole non basta, serve qualcosa di più”.
Banche “prepotenti”. Insistendo sui limitati poteri sanzionatori dell’Antitrust, Catricalà ha criticato il sistema bancario, sollecitando una vigilanza sulle “prepotenze” di alcuni istituti di credito.
“Lo strumento che abbiamo- ha detto il garante della concorrenza e il mercato- cioè l’apertura di istruttorie per pratiche commerciali scorrette, non rappresenta un grande timore per il sistema bancario.
Il Tar annullerebbe sanzioni pesanti per mancanza di proporzionalità”. “Noi possiamo intervenire quando ci sono posizioni dominanti o abusi” ha affermato Catricalà“ ma lo strumento dell’Antitrust non è forte come quando sanzioniamo un abuso”.
Catricalà ha citato il caso di “un consumatore che per rinegoziare il suo mutuo e risparmiare 1.000 euro l’anno per otto anni avrebbe dovuto pagare subito 5.000 euro” per istruire la pratica. Secca la risposta di Giuseppe Zadra, direttore dell’Abi: il cliente può estinguere un mutuo, ma “non ha il diritto di farsi dare un mutuo alle condizioni che vuole lui. Da nessuna parte esiste questo dovere da parte delle banche”.

Torino contro il carovita “Prezzi più bassi a fine mese”

Il Comune: pane e carne, sconti nella quarta settimana

TORINO - Prezzi politici alla quarta settimana del mese, quella in cui molti conti correnti sono già in rosso e i portafogli ormai vuoti. Un´iniziativa targata Comune di Torino. Città dove i prezzi nell´ultimo mese sono cresciuti dello 0,5 per cento e dove la media annua di incremento è più alta di quella nazionale: 3,4 per cento contro il 3,3 per cento.

La proposta è dell´assessore al Commercio, Alessandro Altamura, che ha già fissato i faccia a faccia con le associazioni di categoria per chiudere accordi ad hoc e venire così incontro a chi sente il peso del caro prezzi nella spesa quotidiano, soprattutto a fine mese. «Sono convinto che i commercianti siano sensibili alla questione caro vita - spiega Altamura - ho già avuto dei primi contatti e conto di arrivare a chiudere gli accordi a breve». Oggi vertice con il rappresentante della federazione dei macellai, mentre la prossima settimana toccherà ai panificatori.
Si dovrebbe partire dalla carne e dal pane. L´idea è di individuare alcuni prodotti per categoria e fissare per ciascuno un prezzo concordato, calmierato rispetto a quelli di mercato. I prodotti potrebbero variare anche di mese in mese o di stagione in stagione. Come esempio si può prendere l´hamburger e il classico bocconcino. Nel primo caso il prezzo oscilla intorno ai 16 euro al chilo, ipotizzando uno sconto poco sotto il 10 per cento, si arriverebbe ai 14,50 al chilo. Stesso principio sul bocconcino, che potrebbe diventare il nuovo pane comune: da 3,36 a 3,05 al chilo. Prezzi validi solo nell´ultima settimana in tutti i punti vendita che aderiranno all´iniziativa. L´architettura dell´iniziativa è solo imbastita, i dettagli verranno definiti negli incontri con i commercianti.
Non è la prima volta che a Torino si cercano strade per rallentare la corsa dei prezzi. L´Ascom, quando al ministero dell´Economia sedeva Domenico Siniscalco, aveva aperto un tavolo tra governo, commercianti ed enti locali per tenere sotto controllo la situazione e trovare soluzioni al caro vita. La catena Crai, ad esempio, già pratica uno sconto fisso del 3 per cento su alcune fasce di prodotti. Ora si lavora allo sconto della quarta settimana, partendo da carne e pane. Secondo il sindaco, Sergio Chiamparino, «in un mercato libero queste manovre sono utili nei periodi in cui i prezzi cominciano a correre troppo: coinvolgere le associazioni è la strada giusta per frenare gli aumenti sui prodotti necessari». Quella degli accordi è l´unica arma in mano al Comune. «Non abbiamo molti margini per intervenire - aggiunge Chiamparino - possiamo solo non incrementare le tariffe, cosa che faremo, anche se la corsa dei prezzi, in particolare quello del petrolio, colpisce anche l´amministrazione. Costi in più sui trasporti e sulla raccolta rifiuti, solo per fare due casi». Iniziative che per il primo cittadino hanno anche una funzione di sensibilizzazione: «Attraverso gli accordi si riescono a coinvolgere i commercianti - spiega - a ciascuno poi toccherà rispettare l´intesa raggiunta dalla categoria. Ovvio che in un mercato libero non manderemo i vigili a fare i controlli, ma già la sigla di un patto, a mio avviso, può avere come conseguenza una riduzione dei prezzi».
Il prezzo calmierato alla quarta settimana rappresenta un aiuto alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese: «Per una riduzione che incida di più sui redditi delle persone - aggiunge Chiamparino - il nodo principale è la distribuzione. La filiera è troppo lunga, bisogna accorciarla, ma è un problema che va affrontato a livello nazionale».

Catricalà: “E sulla portabilità potere coercitivo sulle banche”

Il presidente dell’Antitrust parla di “prepotenze” degli istituti di credito

ROMA - Punire le banche che non applicano il decreto Bersani sulla portabilità dei mutui. Non vede altra strada Antonio Catricalà, presidente dell´Antitrust per mettere in riga le aziende di credito che a un anno dall´entrata in vigore della legge continuano a "far pagare" chi decide di spostare il suo mutuo. E sono ancora tante, secondo l´ultima indagine sul campo effettuata da Altroconsumo e anticipata ieri da Repubblica.

Su 40 filiali di aziende di credito visitate a Roma e Milano, solo due si sono dette disposte al "trasferimento" a costo zero. Ma il direttore generale dell´Abi, Giuseppe Zadra, respinge le critiche dei consumatori. I ritardi non nascono da una «resistenza dolosa» da parte delle banche, chiarisce, «ma dalla naturale fase di assestamento che segue una nuova legge». Obiezione che però Catricalà rimanda al mittente: la legge è «chiara, il consumatore non deve pagare nulla, la surrogazione deve essere gratuita».
Eppure ancora non lo è. Il presidente dell´Antitrust, che insieme a Giuseppe Zadra ha partecipato ieri a un convegno di Altroconsumo, ha letto in sala alcune lettere di protesta arrivate all´Antitrust. E non è tutto. Quando lui stesso ha tentato di estinguere un mutuo s´è visto presentare un "conto" da 4.700 euro.
Per chiudere quella che Catricalà ha definito una «vicenda paradossale», in cui «il consumatore è lasciato solo», il presidente dell´Autorità ha chiesto «interventi chiarificatore sui poteri coercitivi» e sugli «strumenti sanzionatori» necessari a ottenere il rispetto della legge. L´Antitrust oggi può intervenire solo con multe a difesa della concorrenza, multe che però, ha spiegato Catricalà, non rappresentano «un grande timore per il sistema bancario», visto l´esiguo ammontare delle sanzioni. Un intervento, quello del presidente dell´Antitrust che è piaciuto alle varie associazioni dei consumatori.
Ma l´Abi non ci sta a prendersi tutte le colpe. «Il sistema bancario - ha detto Zadra - non è responsabile». Per l´estinzione anticipata «ci sembra di aver sistemato gli ultimi dettagli, tant´è che a maggio sarà operativa la procedura informatizzata che renderà ancora più semplice il dialogo tra banca e banca e dunque il pieno rispetto operativo della legge». Quindi il direttore dell´Abi cita i "suoi" numeri: «nei mesi più turbolenti sono state 100mila le rinegoziazioni dei mutui».
Qualcosa sembra intanto muoversi. UniCredit Banca da alcuni giorni s´è adeguata, offrendo la surroga del mutuo a costo zero. Lo stesso promette di fare Bnl-Paribas, che molto presto lancerà un prodotto ad hoc. Alla Ubi Bank è invece partita una campagna per la "rottamazione" del mutuo: si estingue il vecchio contratto, se ne fa uno nuovo, più conveniente, e le spese sono tutte a carico dell´azienda di credito.

Geronzi sotto accusa per estorsione. La difesa: processo a Milano o Roma

Caso Parmalat, il banchiere è indagato per l’operazione Eurolat

PARMA - Cesare Geronzi finisce sott’accusa anche per estorsione aggravata nel processo - in fase di udienza preliminare - sulla vendita di Eurolat effettuata da Cirio alla Parmalat nel 1999. Ieri, la Procura di Parma ha deciso di contestare all’allora numero uno della Banca di Roma e oggi presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca anche questo reato oltre a quello di concorso in bancarotta fraudolenta.

Gli stessi capi d’imputazione sono stati contestati all’ex numero uno di Cirio, Sergio Cragnotti e a un ex manager della multinazionale laziale, Riccardo Bianchini Riccardi. Secondo la Procura, se da un lato Calisto Tanzi è stato vittima dell’estorsione posta in atto da Geronzi e Cragnotti in relazione alla vendita di Eurolat, dall’altro l’ex patron Parmalat aveva i margini di volontà per rifiutare un acquisto che sarebbe ricaduto sui creditori.
Immediata la reazione della difesa di Geronzi che ha chiesto di rimettere gli atti alla Procura e spostare il procedimento Eurolat in un’altra sede: Milano o Roma. L’avvocato di Geronzi, Ennio Savo Amodio, ha sostenuto che il pm di Parma Paola Reggiani non ha rispettato l’ordinanza del gup Roberto Spanò (nella quale si chiedeva una modifica del capo di imputazione), e che quindi inserendo un secondo reato c’è bisogno di tornare alla fase di indagini, con una nuova eventuale richiesta di rinvio a giudizio. «L’estorsione poi - ha concluso Amodio - non ha alcun fondamento. Le dichiarazioni di Fausto Tonna (ex direttore finanziario Parmalat, ndr) in relazione alle asserite pressioni esercitate sulla Parmalat sono smentite dallo stesso Tanzi». Di fronte alla nuova formulazione della Procura, il gup Spanò si è riservato fino a domani mattina prima di prendere una decisione.

Prezzi alti la mappa per risparmiare

E il Comune propone un patto per il calmiere nella quarta settimana

Olive a 19 euro? Si possono trovare della stessa qualità. Branzino a 22,90? In corso Cincinnato si compra al chilo a 15 euro. Contro il caro prezzi scende in campo il Comune. Palazzo Civico replica al Mister Prezzi della Camera di Commercio annunciando un´iniziativa di contenimento dei prezzi per aiutare la fasce deboli nella quarta settimana del mese, come riferiamo nelle pagine della cronaca nazionale.

E ieri, partendo dal monitoraggio di Repubblica, la Confesercenti ha deciso di verificare il prezzo degli stessi prodotti nei principali mercati cittadini e in alcuni supermercati. Ne è nato questo interessante confronto, con il quale l´associazione di categoria vuole inviare un messaggio ai torinesi: ci sono - assolutamente vero - negozi e supermercati in cui i prezzi sono alti, troppo, ma la città ha un´offerta così ampia da consentire l´acquisto di frutta e abbigliamento spendendo il 30 per cento in meno, in alcuni casi persino il 50. È la libera concorrenza, nessuno può imporre i prezzi, nessuno può costringere qualcuno a limitarli, è solo il consumatore che può difendersi informandosi. E scegliendo.
Abbiamo pubblicato i risultati del blitz della Confesercenti accanto ai dati inseriti ieri: al mercato di corso Cincinnato i gamberoni costano 25 euro al chilo, a quello di corso Palestro costano 30. Per le arance tarocco a Porta Palazzo non si spendono più di 90 centesimi, in corso Sebastopoli il prezzo massimo è 1 euro e 50. Una bella differenza rispetto a quanto registrato ieri al Gs di via Colombo, in Crocetta, dove un chilo di tarocco costa 2 euro e 59. Gli asparagi costano 12 euro e 50 in via San Tommaso? Basta non andarci e dirigersi invece altrove. Per esempio alle Gru, dove il negozio della Linea Verde offre i migliori a 7 euro e 90. Oppure in corso Palestro, dove al massimo si spende 8 euro.
E veniamo ai supermercati, dove le differenze di prezzo non sarebbero giustificate, ma dove invece lo stesso pacco di pasta può far risparmiare venti centesimi. Cifra ridicola, si dirà, ma sapere che al Dì x Dì di via Cavour costa 0,89 e al Metà di via del Carmine costa 0,74 può essere un indicatore interessante della politica dei prezzi scelta dal singolo punto vendita. Infine il pane. Un euro e sessanta centesimi al mercato coperto di Porta Palazzo, padiglione dell´orologio, 2,65 nelle panetterie dove si è recata la cronista di Repubblica ieri. Senza parlare dei picchi di Deper di piazza Arbarello, dove il tetto massimo è arrivato a 6 euro e 90 centesimi. Ma naturalmente si trattava di pane speciale. Un lusso per chi se lo può permettere.

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