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Nessuna violenza, nessuna resa

18 marzo 2016 - ore 8.30 Auditorium Copernico - Luxemburg - Corso Caio Plinio, 2 TORINO

ore 08:30 - 09:45 - spettacolo teatrale "FRAMMENTI DI SCHIAVE" a cura di Martina La Sala, Sara Marabitti, Alessandra Verdura

ore 10:30 - 11:45: Replica

ore 11:45: TAVOLA ROTONDA

MODERA: Silvia Cugini - Presidente ADOC Piemonte Assessora Pari Opportunità Regione Piemonte

INTERVENGONO:
Monica Cerutti Maria Grazia Corrado - Divisione anticrimine Questura Torino
Flavia Cavalero: Psicologa
Tiziano Lucchese:Avvocato, consulente ADOC Piemonte
Teresa Cianciotta: Responsabile Pari Opportunità UIL Piemonte

ORE 12:30 - Chiusura Lavori

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Sanità, le attese si riducono

Nel 2013 s’aspettavano 1052 giorni per essere operati alle tonsille al Martini. Oggi «appena» 300, lista d’attesa praticamente ridotta a un terzo. Per una risonanza magnetica alla colonna vertebrale alle Molinette, nel 2014, si attendevano 337 giorni. Oggi cifra dimezzata, 143 giorni. Insomma, ci vuole pazienza - che come diceva Rousseau è sempre amara - ma negli ospedali le liste d’attesa iniziano ad accorciarsi, paradossalmente anche grazie al fatto che molti si orientano direttamente al privato, oltre che per una migliore gestione delle prenotazioni che indirizzano maggiormente verso i poliambulatori. 

Il percorso è comunque sovente ancora a ostacoli per chi deve prenotare una visita o un’operazione. E la differenza pubblico-privato è lampante. Per una risonanza s’aspetta un giorno a Villa Maria Pia contro un’attesa di almeno un mese negli ospedali pubblici. «Si passa in qualche giorno per le visite, per le operazioni s’attende la disponibilità del medico, ma è comunque quasi immediata» dice Margherita Patti, direttore generale della Fornaca. E così per la ricostruzione dei legamenti nel privato s’entra in clinica domani, alla Città della Salute s’aspettano quasi 5 mesi.

Le cause

Girando per i corridoi, i medici danno la colpa al blocco del turn-over. E non è un caso se l’assessorato alla Sanità ha annunciato 600 nuove assunzioni: «Ogni direttore dovrà dimostrare come, con l’aggiunta di uno o più assunti, si potranno ridurre le attese - spiega l’assessore Antonio Saitta -. Il nuovo Sovracup unificherà e renderà inoltre trasparenti tutte le agende delle strutture pubbliche e degli accreditati». 

Sovente - va detto subito - gli intasamenti sono dovuti alla non appropriatezza delle prescrizioni. L’esempio più noto riguarda gli anziani: spesso vengono richieste risonanze laddove la causa di tanti dolori è un’artrite. Dall’Adoc Piemonte, associazione dei consumatori, fanno poi presente come molti medici di base preferiscano, invece di fare visite più accurate, mandare in ospedale: «Spesso si richiedono esami inutili», dice Silvia Cugini. In ultimo c’è il fatto che molti, dopo 6-7 mesi d’attesa, non si presentano più all’appuntamento che avevano prenotato perché, nel frattempo, hanno trovato una soluzione privatamente. Intanto, però, occupano posti preziosi.

Convenzionati

Osservando le tabelle sui tempi d’attesa nelle strutture torinesi la discussione è aperta. Anche sulle strutture convenzionate. C’è ad esempio chi - per ridurre le attese - propone di aumentare le loro possibilità di azione. Al Koelliker spiegano che potrebbero fornire più esami in convenzione, «ma c’è un budget annuale fissato dalla Regione che permette di eseguire solo un determinato numero di prestazioni ogni mese». E il motivo per cui, prenotando qui un’ecocardiografia, privatamente si passa in 2 giorni, ma a carico del Servizio sanitario l’appuntamento è fra tre mesi.

Migliori e peggiori

Si registrano poi situazioni limite, nel bene e nel male. La radiografia del torace è immediata quasi ovunque. La densitometria è l’esame più difficile da prenotare perché poche strutture ospedaliere forniscono il servizio: alla Sedes Sapientiae si passa subito, al Gradenigo si aspettano 3 mesi. Record negativo per le tonsille a Chivasso con un’attesa di 11 mesi, al Martini se ne aspettano 10, al Maria Vittoria si passa dopo 2 mesi. Ma l’operazione più «difficile» è all’ernia inguinale: 20 mesi al San Giovanni Bosco, addirittura quasi sei anni per i casi non urgenti al Mauriziano.

Mammografia

Capitolo a parte merita la mammografia: la Regione fornisce controlli gratis attraverso «Prevenzione serena», ma molte non si presentano. In compenso, prenotano i controlli su richiesta del medico di base e devono aspettare mesi, quasi un anno alla Città della Salute.

Elisa Barberis, Chiara Priante - La Stampa

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