Il miraggio del risparmio

Anziani nel mirino decine di raggiri su gas, luce, telefoni

«Nel giro di dieci minuti mi ha fatto firmare tre contratti. Era gentile, mi ha imbambolato. Ma poi a sera ci ho ripensato: non volevo. Per fortuna sono subito venuta qui e mi hanno spiegato che potevo recedere entro dieci giorni, altrimenti non avrei potuto fare più nulla».
Elena Broglia ha 79 anni. Vive da sola nella zona di Vanchiglietta. È una delle dieci anziane che, solo nell’ultima settimana, si sono presentate negli uffici dell’Adoc di via Cigna 45 fogli alla mano. La storia che raccontano è sempre la stessa: un giovane carino, affabile e gentile, ha fatto cambiare loro operatore per luce, gas e telefono. La tecnica? Belle maniere, determinazione e promettere risparmi di cui poi, sui contratti, si perdono le tracce. Ecco come accade.

«Quel giovane mi ha bloccato la mattina sul pianerottolo - racconta la signora Broglia -, stavo bagnando le piante. Quando sono rientrata, mi ha seguito e mi ha chiesto: “Signora, ma lei quanto paga di luce?”. Io ho risposto: più o meno 110 euro ogni due mesi. “Oh, ma è troppo”, mi ha detto lui e così ha tirato fuori quei contratti».
Cambiare operatore, quando si ha di fronte un agente abile, che parla e ragiona lesto, è semplicissimo. «Mi ha detto che bastava fare una domanda per risparmiare 95 centesimi a kilowatt - continua la signora -. Pensavo fosse una di quelle cose tipo la social card. Sa, io guadagno 582 euro al mese di pensione...».
E così la signora Broglia firma a su« insaputa il primo contratto passando da Aem a Enel.
«Poi mi ha chiesto del gas - continua l’anziana -. E anche lì: “Troppo, signora, dia retta”. E così ho firmato un altro foglio». Pochi minuti e la signora, una vita cliente Italgas, è passata a Enel anche per quel che riguarda il riscaldamento e i fornelli. Anche qui, risparmi solo dichiarati a voce.
A quel punto, trovato terreno fertile, evidentemente l’agente non si è fermato. È arrivato il terzo contratto. «”Già che ci siamo”, mi ha detto ancora quel ragazzo, “siccome mi hanno chiesto di presentare anche questa proposta di Tele2, lei quanto paga di telefono?».
La signora ha spiegato al giovane che il telefono non le interessava. «Faccio pochissime telefonate al mese, i costi sono tutt’al più relativi al canone». L’agente ha subito individuato il punto debole. «La proposta Tele2 allora fa al caso suo: niente canone e paga solo 5 euro al mese per telefonare in tutta Italia». E così è arrivata la terza firma.
Solo a sera, però, si è resa conto di quel che era capitato. «Sono venuta qui e ho scoperto che questi contratti non sono proprio regolari. Tutti i risparmi di cui quel giovane mi parlava non ci sono scritti sopra. E poi quel giovane non mi ha detto che potevo recedere entro dieci giorni».

«Presenteremo segnalazioni all’Enel e all’Agcom»
domande a Silvia Cugini responsabile Adoc

Silvia Cugini, lei è responsabile regionale Adoc, questi contratti sono regolari? «Non sembra, per questo faremo una segnalazione al garante delle comunicazioni per il caso Tele2 e all’Enel».
Cosa c’è che non va? «Sono prestampati in cui nemmeno viene riportato il codice identificativo dell’agente. C’è solo la firma del contraente. Non si capisce da nessuna parte che si tratta di contratti firmati a domicilio, senza contare che mancano i dettagli del contratto. Ci sono solo le condizioni generali, in cui non si spiega nemmeno chiaramente che c’è il diritto di recesso entro dieci giorni. Si riporta solo l’articolo di legge. Se uno non va a vedere cosa dice, non lo può sapere».
Avete molti casi come quello della signora Broglia?
«Purtroppo negli ultimi giorni ce ne sono capitati parecchi. Non tutti sono stati accorti come la signora, alcuni sono venuti da noi a termini già scaduti. Bisogna però avvertire queste persone anziane: ormai questi agenti si son fatti tanto aggressivi che ti vengono a prendere sul pianerottolo».