Rassegna stampa 11 marzo 2010

INDICE

• Quotidiani

La Stampa – Il gelo “riscalda” i mercati. “Frutta e verdura più care” – di Paola Italiano  –  pag. 48

La Stampa – “Meglio comprare la produzione della nostra terra” – di Maurizio Tropeano – pag. 49

• Internet

HelpConsumatori.it – PREZZI. Benzina, rialzo per tutti i gestori

HelpConsumatori.it – Ue chiede difensore civico per le conciliazioni

HelpConsumatori.it – SICUREZZA ALIMENTARE. Vegetali surgelati meglio dei freschi? Non con la filiera corta 


La Stampa

pag. 48 (Paola Italiano)

Zucchine aumentate del 120% in un giorno, carciofi svenduti perché rischiano di marcire, melanzane tolte dal banco perché non gelino. E il rischio di una prossima stangata sui prodotti che ora stanno aprendo le gemme. La nuova ondata di precipitazioni preoccupa un po' tutti nei mercati cittadini, venditori e clienti. «I grossisti aumentano i prezzi - si lamenta Michela Loriso, un banco di ortofrutta a Porta Palazzo - nonostante la merce arrivi ai mercati generali già patita e occorra selezionarla». Ma questo non porterebbe rincari nell'immediato: «Teniamo i prezzi bassi, altrimenti rischiamo di buttare via la merce. Carciofi, finocchi, pomodori si guastano in fretta. Ho pagato le arance 30 centesimi e le vendo a un euro per 3 kg. Per non rimetterci dovrei metterle a 2 euro». «Per colpa di acqua e neve i carciofi marciscono presto - spiega Marco Saputo, pochi banchi più in là - li stiamo praticamente regalando». Il problema dei prezzi si porrà soprattutto più avanti, come confermano i venditori e come temono che i pochi acquirenti che hanno sfidato la neve: «Vengo al mercato perché è più economico - dice Rosa Barile con le buste della spesa in mano - ma ora sono preoccupata che i prezzi possano salire anche qui». «Se saliranno, vuol dire che compreremo di meno - è la filosofia di sopravvivenza di Gennaro Petruccelli e di sua moglie Lucia, che dichiarano di acquistare soprattutto quei prodotti il cui prezzo oscilla di meno e di rinunciare alle primizie più care. «Gli effetti del maltempo li vedremo in primavera ed estate - è l'opinione dell'ambulante Erika Chirone - per ciliegie, pesche, nespole, che hanno la fioritura in questo periodo. Per ora il maggior danno è dato dal fatto che il freddo tiene la gente a casa». E infatti i banchi sono pochi, i clienti ancora meno. Non va meglio neppure al mercato della Crocetta, che offre un colpo d'occhio desolante rispetto al solito allegro trambusto. «La verdura sta gelando - conferma il commerciante Claudio Cannatà - questa mattina ai mercati generali era tutto più caro, perché non sono arrivati i camion da Spagna e Francia. Le zucchine ieri costavano 1,50 euro, oggi erano a più di 3 euro. I carciofi sono in aumento del 20-30%. Purtroppo il tempo è brutto anche nel nostro meridione e arriva poca merce. Spinaci e costine non ci sono: quello che si trova viene dalle serre, e i prodotti di serra costano di più». Anche al mercato della Crocetta i clienti si lamentano dei prezzi e c'è chi cerca modi per arrangiarsi senza salassi, come spiega Annamaria Berrato: «Cerco di cucinare con i prodotti più economici che riesco a trovare». «La gente non compra - è la voce che arriva anche dal mercato di Falchera Nuova, dove lavora Ruggiero Mazzilli - quando vado ad acquistare all'ingrosso ho sempre paura di prendere troppe cassette e di essere costretto a buttare via della merce. Quest'inverno è stato un disastro. Fagiolini e zucchine sono più care. Anche le melanzane, che questa mattina ho tolto dal banco insieme alle banane, perché rischiavano di gelare. Ma se la merce non è esposta, non si vende. Ma rischio di perdere il cliente se quando torna a casa scopre, tagliandola, che la melanzana è andata a male».  A smentire che possano esserci in futuro temute speculazioni sui prezzi sono i grossisti, per voce di Ottavio Guala, presidente dell'Apgo (Associazione grossisti ortoflorofrutticoli). «In questo momento non ci sono rincari particolari, anzi: i prezzi sono inferiori all'anno scorso». Guala ammette: in questi giorni a causa del maltempo non arrivano i camion dal Marocco e dalla Spagna. Ma, per i grossisti, la produzione italiana è comunque abbondante per prodotti come peperoni e pomodori, e in realtà ci sarebbe un contraccolpo positivo per i nostri produttori: «Poiché la Francia - spiega - non può approvvigionarsi da Spagna e Marocco, compra merci dall'Italia». E sui possibili rincari futuri di frutta e verdura, afferma: «La gemmazione non c'è ancora stata. Al limite, si rischia un ritardo nella maturazione del prodotto, con la conseguenza di una grande produzione concentrata in tempi brevi. Questo sì, potrebbe avere contraccolpi sul mercato, ma è prematuro fare previsioni».

La Stampa

pag. 49 (Maurizio Tropeano)

Occhio al prezzo dei pomodori. E anche di melanzane, zucchine, spinaci e carciofi, tutti prodotti che arrivano dal sud Italia. E attenzione anche ad asparagi, peperoni, fagiolini, cetrioli e fave importate dalla Francia e dalla Spagna. Nei prossimi giorni i costi di questi generi alimentari potrebbe aumentare a causa delle difficoltà nei trasporti. Del resto già ieri mattina sui valichi alpini sono rimasti bloccati molti Tir per le nevicate e «la minor quantità disponibile di prodotto sul mercato ha fatto registrare impennate dei prezzi all’ingrosso», racconta Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Torino.
Detto questo, però, «il «maltempo di questi giorni non può far impazzire i prezzi dei listini e se ciò avviene, soprattutto per quanto riguarda i prodotti locali, vuol dire che qualcuno specula», denuncia Vittorio Viora, presidente torinese delle confederazione.
Speculatori a parte i consumatori hanno uno strumento per difendersi: comprare frutta e verdura di produzione locale. Un suggerimento interessato, si dirà ma secondo Viora conviene anche alle famiglie e non certo «per fare poesia sulla territorialità». Dunque, rispettando la stagionalità e la produzione locale si risparmia. In fondo c’è sempre l’imbarazzo della scelta: dalle cipolle ai cavolini di Bruxelles; dalle rape ai finocchi, dai porri ai cavoli. E ancora: cappuccio, cavolfiori, cardi, sedani, patate, broccoli, broccoletti, insalate, carote. Spiega Zuccaro: «Per quanto riguarda la frutta abbiamo a disposizione mele, pere, kiwi e nocciole e noci, tutto di produzione locale e dunque non soggetto a rincari a causa del maltempo». Anche perché alcuni di questi prodotti sono stati raccolti da tempo. Gli agricoltori, insomma, mettono le mani avanti rispetto ad eventuali rincari che si dovessero protrarre per più giorni perché slegati dagli eventi atmosferici. Zuccaro sottolinea come «l'inverno che stiamo vivendo certamente non è ordinario, ma il gelo e le nevicate di questi giorni non sono dannose per l'agricoltura, soprattutto dal punto di vista della qualità delle produzioni». Neve e pioggia, infatti, consentono al terreno di costituire una buona riserva idrica. E le temperature, che finora si sono sempre mantenute basse, hanno fatto sì che non sia ancora iniziato il germogliamento e conseguentemente la ripresa vegetativa. «In pratica abbiamo evitato fenomeni di gelate tipici di questa stagione negli anni precedenti», continua il direttore di Confagri. Le basse temperature, però, «stanno provocando danni su alcune colture orticole in particolare quelle in serre fredde ma anche quelle di pieno campo come cavoli e spinaci», spiegano alla Coldiretti regionale. Senza dimenticare il danno indiretto «dovuto all’aumento dei costi di produzione per le colture in serra legato all’aumento delle ore di riscaldamento stagionale».
Ci sarà, invece, un ritardo nelle semine del mais, fatto che potrebbe compromettere la quantità delle produzioni, anche se oggi è troppo presto per fare previsioni anche se Coldiretti non sottovaluta i rischi produttivi, Da valutare, poi, anche gli effetti futuri del maltempo sugli alberi da frutta: mandorli, albicocchi, susini, ciliegi e peschi.Il maltempo, però, rischia di aggravare ulteriormente la crisi delle imprese agricole. Secondo al Cia-Confederazione Italiana Agricoltori - ieri una delegazione piemontese ha partecipato alla protesta davanti al Parlamento - i problemi maggiori nascono dai danni che neve e pioggia possono provocare alle infrastrutture agricole: le serre, le stalle, le cascine e gli strumenti per il rimessaggio di foraggio.

HelpConsumatori.it

Dopo i rialzi di ieri (Agip, Q8 e Shell), oggi tutte le altre compagnie mettono mano ai listini e portano il prezzo della verde a ridosso della soglia di 1,4 euro/litro e quello del gasolio a cavallo di 1,22 euro/litro. Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, a ritoccare i prezzi all'insù sono oggi Api/IP, Esso, Total (rispettivamente +1 centesimo sulla benzina e +0,5 sul gasolio), Erg (+0,5 centesimi su entrambi i prodotti) e Tamoil (+1 centesimo sulla sola benzina). I prezzi vanno così oggi da 1,388 euro/litro (Erg) a 1,397 euro/litro (Shell) sulla verde e da 1,219 euro/litro (Erg, Esso, Q8 e Tamoil) a 1,234 euro/litro (Shell) sul gasolio.

HelpConsumatori.it

Un mercato economicamente efficiente non è in contrasto con la tutela dei consumatori. Anzi un mercato che funziona è proprio quello in cui le imprese non hanno "paura" di creare nuovi posti di lavoro e dove i consumatori non sono in ansia quando devono acquistare beni o servizi. E' questo il messaggio chiave delle tre risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo in seduta Plenaria a Strasburgo. La prima risoluzione riguarda la tutela dei consumatori ed invita gli Stati membri ad istituire un difensore civico speciale dei consumatori per la risoluzione extragiudiziale delle controversie ed esorta la Commissione Europea ad andare avanti sulla direttiva sui ricorsi collettivi, fornendo il prima possibile il seguito del Libro Verde sui ricorsi collettivi.  La seconda risoluzione approvata è sul quadro di valutazione del mercato interno: il Parlamento Europeo invita la Commissione a sottoporre qualsiasi proposta legislativa ad un "test di mercato interno", e ad organizzare un forum annuale del mercato interno dove i rappresentanti degli Stati membri e le altre parti possano accordarsi sulle soluzioni migliori ai problemi di recepimento e trasposizione del diritto comunitario. L'ultima risoluzione chiede che la rete SOLVIT, per la risoluzione delle controversie di consumo, venga maggiormente promossa e rafforzata con personale più qualificato a livello nazionale. La rete SOLVIT è stata lanciata, si ricorda, nel 2002 per aiutare i consumatori a risolvere le controversie con le imprese, vista la scarsa applicazione della legge comunitaria sul mercato interno.

HelpConsumatori.it

(Silvia Biasotto)

Dal campo alla tavola i vegetali freschi perdono oltre il 45% dei nutrienti. Lo rileva uno studio dell'Institute of Food Research britannico e commissionanto da un'industria produttrice di surgelati riportato nel Daily Telegraph. Secondo i ricercatori frutta e verdura impiegano anche due settimane per raggiungere i consumatori. Ecco qualche esempio: i fagiolini dopo 16 giorni perdono il 45% dei nutrienti, i broccoli e i cavolfiori il 25%, i pisellini il 15% e le carote il 10%. Diverso il percorso seguito dai surgelati, in quanto i prodotti vengono trattati subito dopo essere stati colti. Nella ricerca si parla di prodotti "freschi".Ma può essere davvero considerato fresco un ortaggio che viene offerto sul mercato dopo due settimane? Come precisa a Help Consumatori Rolando Manfredini, responsabile qualità di Coldiretti "Il confronto dovrebbe essere tra alimento surgelato da fresco e alimento che non è più fresco perché ha subito dei viaggi e dei trasporti che non permettono di definirlo come tale. Se si tratta di prodotti consumati dopo poche ore dalla raccolta i vantaggi in termini nutrizionali, e non solo, sono indubbi. Questo è l'esempio dei prodotti locali venduti dai mercati contadini o nelle iniziative di Campagna Amica. In questi casi l'agricoltore raccoglie i prodotti e li porta immediatamente sul mercato. "I vantaggi - prosegue Manfredini - come accennavo, non sono solo nutrizionali: si tratta di alimenti freschi che conservano ancora l'odore originario e della terra, che non hanno subito trattamenti tecnologici e che per arrivare sulle tavole dei consumatori non hanno inquinato in termini di emissioni di CO2 per il trasporto delle merci. In Italia i tempi di trasporto sono ridotti rispetto alla Gran Bretagna. Il nostro è un paese mediterraneo e produttore e quindi con indici di trasporto minori del 60-70% rispetto a quelli inglesi. La filiera corta garantisce, quindi, prodotti salubri. Per salubrità intendo ciò che fa bene. Concetto diverso da quello di sicurezza alimentare, ovvero ciò che non fa male". Parlando di sicurezza alimentare, i prodotti surgelati sono davvero sicuri? Secondo Manfredini "per definizione un prodotto surgelato mantiene la sicurezza dell'alimento al momento del processo di surgelazione. Si tratta di una procedura di carattere tecnologico che garantisce il mantenimento della sicurezza del prodotto." "È assurdo che ci sia ancora qualcuno che consideri i surgelati poco sicuri", conferma (sul sito Sapermangiare.mobi dell'Inran) Carlo Cannella ordinario di Scienza dell'Alimentazione presso la Facoltà di Medicina dell'Università La Sapienza di Roma. Ma avverte: "Stimolano la nostra pigrizia, e rischiano di uccidere la fantasia e la tradizione in cucina. Non è un difetto da prendere sottogamba". "L'industria del freddo - spiega Cannella- fornisce prodotti di buona qualità, già belli e pronti, ma, proprio per questo, non facilmente personalizzabili. Anzi, sempre uguali. I piselli surgelati vanno benissimo, ma dove sono andati a finire - tanto per restare fra i legumi - tutte le varietà di fagioli bianchi, rossi, variegati, le lenticchie, le fave, i ceci, le cicerchie? La varietà è un pilastro della dieta mediterranea. Rischiamo così di pagare il risparmio di tempo e di fatica con l'omologazione alimentare, che tende a mortificare i gusti individuali e i sapori della tradizione familiare o locale. I surgelati ci hanno "viziato" e hanno aperto la strada di un compromesso facile fra cibo sano e tempi ristretti, che, a lungo andare, può facilmente portare a mancanza di inventiva e di passione per la gastronomia. Oggi, addirittura, si trovano ovunque i preparati per il soffritto con cipolla, sedano e carote, perché non si vogliono sprecare nemmeno più due minuti a tagliuzzare gli odori. Mangiare, infatti, è molto di più che semplice mandar giù del cibo. Inizia al momento della scelta, prosegue con la preparazione, si personalizza con le mille variazioni personali, si esalta nel consumo conviviale. Io allora consiglierei, almeno il sabato, di andare al mercato, acquistare una decina di verdure fresche diverse, e, tornati a casa, preparare un bel minestrone alla vecchia maniera".