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ADOC METTE A DISPOSIZIONE DEI CONSUMATORI LA SENTENZA CONTRO LA SORIS SPA

La società di riscossione Soris spa non ha alcun titolo per emettere un’ingiunzione di pagamento per una multa arretrata. Il giudice di pace di Torino Pasquale Lanzone, con la sentenza numero 1113/10 depositata il 14/01/10, ha così deciso accogliendo il ricorso di un cittadino per una multa risalente al 2004 per sosta in zona vietata. La causa pilota è stata vinta dai legali ADOC che hanno deciso di contestare l’ingiunzione della Soris. L'Associazione, con l'intento di informare il cittadino della sentenza sopracitata e a seguito delle numerose richieste, ne ritiene necessaria la pubblicazione a scopo divulgativo. Per qualunque problema in merito, potete contattarci al numero 011/4364331, fax 011/4364373, e-mail adoc.torino@tiscali.it o presso i nostri sportelli in via Cigna, 45, 10152 Torino.

 

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DI PACE DI TORINO

SEZ. II CIVILE 

nella persona del dott. Pasquale Lanzone ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile n. 7608/09 promossa da:P. R., elettivamente domiciliato in Torino in Corso Duca degli Abruzzi n. 72 presso lo studio dell’avv. Bartolomeo Grippo che lo rappresenta e difende per delega a margine del ricorso.

RICORRENTE

contro:

- Sindaco di Torino, in persona dei funzionari, avv. *** e V.C.O. *** delegati dal Sindaco, On. Sergio Chiamparino, con atto del 25/11/2008 e domiciliato in Torino in via Bologna 74, presso il Comando di Polizia Municipale.

- SORIS S.p.A., in persona del Dirigente dr. ***, elettivamente domiciliata in Torino in , presso lo studio dell’avv. *** che la rappresenta e difende per delega a margine della comparsa di costituzione e risposta.

RESISTENTI

Oggetto: opposizione ad ingiunzione di pagamento. 

CONCLUSIONI DELLE PARTI

per il RICORRENTE: IN VIA PRINCIPALE E NEL MERITO

Dichiarare illegittimo, nullo e/o inefficace l’ingiunzione di pagamento n. 7608090015417 della Città di Torino.

IN VIA SUBORDINATALimitare il pagamento della somma determinata al minimo edittale.Con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio.

Per il RESISTENTE Sindaco di Torino: respingere il ricorso perché infondato.Spese di giudizio compensate.

Per il RESISTENTE Soris s.p.a.: voglia l’Ill.mo Giudice di Pace,respinta ogni contraria istanza, eccezione e domanda, fatta espressa riserva di produrre ulteriori documenti e di depositare memorie

- in via preliminare

- accertare e dichiarare l’assoluta carenza di legittimazione passiva della convenuta in relazione alle domande attivate dal sig. P. in ordine al merito della pretesa, mandandola assolta da ogni conseguente domanda

- In subordine

- laddove venga accertata la regolare notifica dei verbali portati dalla impugnata ingiunzione, accertare la legittimità della stessa in forza dellavigente normativa

In ogni caso

- condannare la ricorrente al pagamento di spese, diritti e competenze di giudizio oltre CPA, IVA e rimborso forfetario del 12,50% e successive occorrende. 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 

*** omissis *** 

MOTIVI DELLA DECISIONE

Circa l’illegittimità dell’ingiunzione devesi evidenziare al riguardo una sentenza della Suprema Corte, la n. 23631 del 2006 inerente ad un decreto ingiuntivo, opposto, emesso in relazione ad una sanzione amministrativa pecuniaria relativa ad una violazione del CdS:”…Riguardo a tali violazioni l’art. 203 CdS statuisce che, qualora nei termini previsti non sia proposto ricorso e non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta della sanzione ai sensi dell’art. 202, il verbale di accertamento costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese del procedimento. Il successivo art. 206 statuisce che la riscossione della relativa somma – così come di quella stabilita nelle ordinanze-ingiunzioni emesse in relazione alle medesime violazioni – è regolata dalla L. n. 689 del 1981, art. 27. Tale art. 27, a sua volta statuisce che detta riscossione debba avvenire in base alle norme previste per l’esazione delle imposte dirette, trasmettendo il ruolo all’intendenza di finanza, che lo dà in carico all’esattore. Così statuendo, il legislatore ha previsto una disciplina specifica di esazione, correlata alla natura particolare del credito e alla natura di titoli esecutivi conferita dalla legge tanto, nel caso di violazioni del codice della strada, ai verbali di accertamento, tanto – in via generale per ogni tipo di violazioni (L. n. 689 del 1981, art. 18, comma 7) – alle ordinanze-ingiunzioni irrogative delle sanzioni amministrative pecuniarie.Tale disciplina legislativa – che ha finalità semplificatrice rispetto alle procedure esecutive ordinarie e finalità di contenimento delle spese di esazione delle sanzioni amministrative – secondo quanto si evince dalla lettera del citato art. 26 e della sua ratio (riconducibile all’interesse pubblico sotteso a dette finalità) ha carattere tassativo e derogatorio della normativa generale, sia in relazione alla formazione dei titoli esecutivi, che avviene in sede e con modalità extragiudiziali, sia in relazione alle forme di esecuzione forzata, che è quella esattoriale. Con la conseguenza che l’amministrazione non può ricorrere in alternativa, ai normali mezzi di formazione dei titoli esecutivi, né ai normali mezzi di esecuzione”.Nella fattispecie, trattasi di ingiunzione e quindi di provvedimento ingiuntivo nella forma e nel regime di cui agli artt. 1 e 2 del Regio Decreto 14 aprile 1910, n. 639, Testo Unico delle disposizioni sulla riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici.Ai sensi dell’art. 52 del D. Lgs. N. 5/12/1997 n. 446, gli enti locali possono affidare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione delle proprie entrate, anche tributarie, a società per azioni o a responsabilità limitata i cui soci privati siano prescelti tra i soggetti iscritti all’albo di cui all’art. 53 del D. Lgs. n. 446/1997. E’ pertanto necessario determinare se il soggetto terzo possa servirsi o meno dello strumento dell’ingiunzione c.d. fiscale di cui agli artt. 2 e ss. del R.D. 639/1910. Tale strumento è stato istituito dal legislatore al fine di consentire una celere riscossione delle entrate patrimoniali dello stato e degli altri enti pubblici, appositamente coniando un atto che cumula in sé le caratteristiche e gli effetti del decreto ingiuntivo e del precetto, costituisce, quindi, uno strumento derogatorio alla ordinaria procedura monitoria ingiuntiva di matrice giurisdizionale ed era approntato a favore di funzionari o dirigenti dello Stato. Tale strumento impositivo, derogatorio ed eccezionale era messo a disposizione delle persone giuridiche pubbliche e la sua adozione non può essere estesa a soggetti diversi da quelli per i quali la legge lo ha predisposto, essendo vietato una eventuale estensione analogica ex art. 13 delle disp. prelim. al c.c., in forza del quale è vietata l’analogia per le leggi penali e per quelle che fanno eccezione a regole generali, per cui l’emissione dell’ingiunzione fiscale deve ritenersi riservata ai soli Enti Pubblici in senso soggettivo e non può estendersi alle società private, quantunque integralmente possedute da enti pubblici, qual è la Soris spa.Assunto ribadito dalla Suprema Corte: Cass. 4028/79, 8462/95.Non si rinviene alcuna norma che attribuisca espressamente al convenuto Soris spa il potere di avvalersi dello strumento e della procedura di cui al R.D. n. 639/1910; a quanto dedotto da parte convenuta che “il D. Lgs. 446/1997 non ha fatto salve le previsioni contenute in leggi speciali ed ha espressamente stabilito che la riscossione coattiva delle altre entrate di spettanza dei Comuni, ove svolta in proprio o tramite società a capitale pubblico, viene effettuata con la procedura indicata dal R.D. 639/1910”, giova ricordare che l’art. 52 del D. Lgs. n. 446/1997 si limita a prevedere che, in via generale, gli enti locali possono ricorrere per la riscossione delle loro entrate, sia al ruolo sia all’ingiunzione fiscale, salva la necessità nel primo caso, di affidare la riscossione ai concessionari di cui al D.P.R. 28 gennaio 1988 n. 43 senza incidere su disposizioni di carattere speciale che, come l’art. 27 della Legge 24/11/1981, n. 689, associano ad una determinata entrata solo ed esclusivamente una di tale modalità di riscossione, in virtù del generale principio per cui lex posterior generali non derogat priori speciali.Quindi l’art. 27, L. 689/1981 richiamato dall’art. 206 CdS che prescrive come unica modalità di riscossione delle sanzioni amministrative del CdS il ricorso al sistema dei concessionari e dei ruoli di cui al D.P.R. n. 43/1988 è norma di legge speciale che non è stata derogata da successive leggi generali, per cui le società locali di accertamento e riscossione delle entrate, ove anche siano conformi al modello speciale contemplato dall’art. 52, comma 5, lett. B del D. Lgs. n. 446/1997, non sono legittimate a procedere alla riscossione dei proventi, derivanti da violazioni al CdS, mediante ingiunzione di cui al R.D. n. 639/1910, ma la riscossione di tali entrate deve avvenire a mezzo del ruolo ad opera del concessionario della riscossione.Pertanto la domanda attorea deve essere accolta.Circa la nullità della notificazione devesi rilevare che, dalla documentazione prodotta, la notifica risulta regolare poiché il messo notificatore, recatosi in via *** per notificare l’atto, in assenza dell’interessato e non avendo trovato persona idonea al ritiro, depositava l’atto presso la casa comunale, affiggendo avviso di deposito alla porta di casa e dandone notizia con raccomandata A\R, raccomandata ritirata da *** in data 31/3/2005 (come da documentazione depositata).Sussistono i motivi di cui all’art. 92, comma 2, c.p.c., per compensare tra le parti le spese di giudizio.

P.Q.M.

Contrariis reiectis, accoglie il ricorso ed annulla l’ingiunzione di pagamento n. 7608090015417 emessa da Soris S.P.A.Compensa tra le parti le spese di giudizio.Torino, 25 gennaio 2010                                                       

                                      IL GIUDICE DI PACE

 Dr. P. Lanzone  

 

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