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Viaggiare sicuri: i diritti del turista

turista perplessa

L'ultimo attentato avvenuto nei cieli del Sinai ha riportato nel caos migliaia di turisti che avevano prenotato soggiorni nei villaggi in Egitto e in altri Paesi del Mediterraneo.

Alcune compagnie aeree hanno bloccato i voli verso Sharm, tra le quali quelle britanniche, olandesi e tedesche, mentre Meridiana e Turkish Airlines hanno confermato i voli, rafforzando le misure di sicurezza.

Per tutti coloro che hanno prenotato un viaggio in località a rischio, tra cui figurano anche le Maldive, si consiglia innanzitutto di consultare il sito della Farnesina viaggiaresicuri.it per monitorare la situazione politica ed il tasso di rischio stimato dal Ministero degli Esteri.

Il fatto che la Farnesina sconsigli una determinata località non è un divieto, ma è un invito a non recarsi in un certo luogo per motivi di sicurezza: il turista che scelga di non intraprendere più il viaggio per timori legati alla propria incolumità, può prescindere dalle indicazioni del Ministero degli affari esteri, se corroborati da elementi che ne provano l'attendibilità come articoli di giornali, pareri di esperti, ecc.

La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il turista ha diritto alla risoluzione del contratto per il venir meno della causa concreta del contratto medesimo, consistente nel trascorrere un periodo di riposo, che verrebbe irrimediabilmente a mancare nel caso in cui si partisse per un Paese che non garantisce la sicurezza delle persone sul proprio territorio.

Dal punto di vista normativo il Codice del Turismo (decreto legislativo n.79/2011) prevede per chi si trovi in una situazione di comprovato pericolo dovuto ad attentati terroristici, il diritto di usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore, previa restituzione della differenza di prezzo, oppure il diritto di ottenere il rimborso entro 7 giorni lavorativi dalla data di cancellazione: in quest'ultimo caso occorre inviare una raccomandata A/R sia al tour operator sia all'agenzia di viaggi in cui si richiede la cancellazione del soggiorno e il rimborso integrale di quanto corrisposto per il viaggio. In caso di mancata risposta o di rifiuto ad adempiere è possibile valutare la possibilità di agire in sede giudiziale.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare i nostri sportelli Adoc in via Parma 10 a Torino al numero 011/4364331 o inviare una mail all'indirizzo adoc.torino@tiscali.it

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