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Settembre: quanto mi costi?

Settembre è il mese di un nuovo inizio: dopo il meritato riposo durante le vacanze, ritornano le incombenze di tutti i giorni (spesa, lavoro, scuola). 

Le spese per alimentazione, trasporti e casa "sottraggono" il 70% del reddito, il 10% in più rispetto alla media europea: a fare la differenza è la minore capacità reddituale di circa 629 euro, per cui ogni costo ha un peso maggiore. Come rilevato da Istat nel mese di agosto a Torino si è registrata un'inflazione +0,2% rispetto al mese precedente, con una variazione del -0,1% rispetto ad Agosto 2014. 

Da un’indagine dell’Adoc a livello nazionale, per un ottimale controllo del bilancio famigliare è importante analizzare il rapporto tra quanto entra e quanto esce in una famiglia per le spese primarie, poiché se i costi sostenuti da una famiglia italiana sono addirittura inferiori del 6,9% rispetto a quelli europei, ad incidere in maniera consistente è la ridotta capacità reddituale. Prendendo come riferimento una famiglia composta da una coppia di genitori, entrambi lavoratori dipendenti, con un figlio in età scolastica in Italia il reddito medio è di circa 2.500 euro, a differenza della Germania dove ammonta a 3.500 euro mensili e in Svezia ad oltre 3600 euro: è possibile evidenziare un reddito inferiore del 25% nel nostro Paese rispetto alla media europea. 

Tutto ciò determina maggiori difficoltà a sostenere le spese fondamentali per la sussistenza e le spese mediche impreviste, senza dimenticare gli effetti negativi legati all’indebitamento: rischio di collegamenti con la malavita e il maggior ricorso al gioco d'azzardo.

A preoccupare le famiglie sono i costi sempre in aumento per bollette, trasporto pubblico, spesa alimentare e, con la riapertura delle scuole, l'acquisto dei libri. In media la spesa annuale per i libri di testo scolastici, con riferimento alle scuole medie, superiori e istituti tecnici, si attesta sui 300 euro a cui occorre aggiungere altri 200 euro per l'acquisto del materiale didattico. 

A nulla è servito il tetto massimo di spesa fissato dal Ministero in quanto non è previsto alcun tipo di controllo per verificarne il rispetto o meno, a scapito delle famiglie su cui ricadono i maggiori costi; inoltre il tetto dei prezzi non è stato ancora aggiornato con i nuovi indirizzi scolastici previsti dalla riforma Gelmini, come ad esempio il liceo musicale. Il ministero aveva anche previsto una riduzione del tetto massimo fino al 30% per l'acquisto esclusivo di tablet e lavagne elettroniche che però, a causa del ritardo tecnologico, è diventato un miraggio. 

A Torino dopo un lungo dibattito in Consiglio regionale per lo stanziamento dei fondi per il pagamento dei buoni-scuola degli anni passati, è stato deciso che entro il mese di settembre saranno pagati quelli relativi al 2012/2013 ed entro il prossimo mese di febbraio quelli relativi all'a.s. 2013/2014, e che verrà indetto un bando che tenga conto anche dell'a.s. 2014/2015 e del corrente anno scolastico appena iniziato, ma attenzione: si dovrà necessariamente scegliere l'anno di riferimento a cui aderire, senza poter optare per entrambi. 

 

Per far fronte agli elevati costi di istruzione la proposta avanzata da Adoc è di applicare sulla spesa complessiva per i libri di testo e materiale didattico una detrazione fiscale standard pari al 19%, permettendo un risparmio di circa 100 euro, che rappresenterebbe una boccata d'ossigeno per circa il 40% delle famiglie per le quali una tale spesa risulta spesso insostenibile. E' importante intervenire sia sul lato reddituale, incrementando le entrate anche attraverso una riduzione del peso fiscale, sia sul lato dei costi e dei servizi offerti per evitare che settori importanti della nostra società come l'istruzione diventi appannaggio di una sola parte della popolazione. 

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