Strumenti accessibilità

A- A A+

Rassegna Stampa del 25 novembre 2008

  • La Repubblica - "Ecco il piano per i consumi" - di Roberto Petrini, Luca Iezzi e Vittoria Puledda - pag. 1-2-3
  • La Stampa - "La truffa online più forte della crisi" - di Luca Castelli - pag. 15
  • La Stampa - "Treni, nuovo sciopero venerdì stop di otto ore" - pag. 24
  • La Stampa - "L’Abi: si alla proroga della convenzione per rivedere i mutui" - di Francesco Spini - pag. 23
  • La Stampa Torino e Prov. - "Il raddoppio della Tarsu passa dall’inceneritore" - di Alessandro Mondo - pag. 66

La Repubblica - Pag. 1-2-3

Ecco il piano per i consumi

(Roberto Petrini)

ROMA - Calmiere per i mutui, blocco delle tariffe, bonus per pensionati e famiglie numerose, social card, un miliardo per gli ammortizzatori sociali, alleggerimento dell´Irap, dilazione del pagamento dell´Iva. E le prefetture che controlleranno le banche. Queste le misure presentate al tavolo di Palazzo Chigi con le parti sociali. Freddi i sindacati: «Esposizione generica e insufficiente», ha detto il leader della Cgil Epifani. E Berlusconi apre alla detassazione delle tredicesime. Impennata delle borse dopo il salvataggio Usa della banca Citigroup. Obama: «La crisi è di dimensioni storiche».

 

Bonus natalizio per i redditi bassi 900 euro a pensionati e famiglie con figli

ROMA - Calmiere per i mutui, blocco delle tariffe, bonus per pensionati e famiglie numerose, social card, un miliardo per gli ammortizzatori sociali, alleggerimento dell´Irap, dilazione del pagamento dell´Iva. E sulle tredicesime un discorso che può riaprirsi. Così il presidente del Consiglio Berlusconi e il ministro dell´Economia Tremonti si sono presentati al tavolo di ieri a Palazzo Chigi con le parti sociali. Un pacchetto che si annuncia di 4 miliardi e che sarà varato venerdì per decreto e che tuttavia ha lasciato freddi i sindacati. «Esposizione generica e insufficiente», ha detto il leader della Cgil Epifani che ha confermato lo sciopero generale del 12 dicembre. In particolare la Cgil ha ribadito la richiesta di detassare le tredicesime e ha proposto di sospendere la detassazione degli straordinari considerata inutile. Ha sospeso il giudizio Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: «Vogliamo prima conoscere le cifre, bisogna dare subito un segnale perché la gente è impaurita». Cauto Angeletti della Uil che ha parlato di condivisione dell´impostazione di Tremonti ma ha chiesto di «privilegiare le famiglie dei lavoratori dipendenti». Anche la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia preferisce uno spostamento delle risorse sui premi di produzione alzando il tetto del reddito da 30 a 35 mila euro annui. «Siamo pronti ad ascoltare i consigli di tutti - ha replicato Berlusconi - mi rendo conto che tutti chiedono la detassazione delle tredicesime, è molto onerosa ma ci penseremo». Rilassato l´intervento di Tremonti che ha anche mostrato il prototipo della social card in distribuzione da dicembre: «Dobbiamo cooperare tutti per il bene del paese. Fare insieme dà un risultato superiore alla somma degli sforzi individuali», ha osservato il ministro dell´Economia. Toni che hanno riscosso un apprezzamento da parte dell´opposizione tant´è che il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro ha dichiarato al Tg1: «Sembra che Tremonti, sebbene in ritardo, ha trovato il modo giusto di rivolgersi all´opposizione». Siparietto finale anche tra Epifani e Berlusconi con il premier che, stringendo la mano al sindacalista, ha detto: «Mi è dispiaciuto». Un riferimento probabilmente al mancato invito alla cena di qualche giorno fa cui furono chiamati solo i leader di Cisl e Uil. Sul piano delle misure sono giunte molte conferme alle indiscrezioni dei giorni scorsi a partire dal bonus, che sarà esteso anche ai pensionati, fino al blocco delle tariffe per autostrade (che potranno aumentare «solo a fronte di investimenti comunicati al governo», ha detto Tremonti), ferrovie, luce e gas. «Si può affermare con sicurezza che le tariffe non saliranno - avrebbe sottolineato il ministro dell´Economia - e c´è la ragionevole possibilità che scendano». Tremonti ha anche confermato una sorta di calmiere per i mutui spiegando che il governo sta lavorando ad un «intervento legislativo». Il ministro dell´Economia ha comunque ribadito che non ci sarà «nessuna modifica» alla Finanziaria 2009, ha definito «demenziale» l´ipotesi di sforare il rapporto deficit-Pil e ha tenuto a sottolineare che l´azione del nostro paese si svolge in sintonia con l´Europa. Del resto il costo delle misure per circa 4 miliardi viene assicurato con una serie di provvedimenti di copertura: il primo riguarda una stretta sulle modalità di accertamento e di riscossione, nel decreto anche misure per il recupero di crediti della pubblica amministrazione, anticipi dalle concessionarie di riscossione e la chiusura di alcuni rubinetti di spesa.

A PAGINA 3

Banche, dal 2009 patrimoni più alti. L'Abi: dieci istituti potrebbero chiedere aiuto allo Stato

(Luca Iezzi e Vittoria Puledda)

MILANO - Le prime dieci banche quotate italiane «potrebbero essere interessate» all´aiuto dello Stato per rafforzare il capitale; «potrebbero, non ho detto che lo saranno», ha dichiarato ieri Corrado Faissola intervenendo all´assemblea annuale dell´Aibe, l´associazione delle banche estere in Italia (che, tra l´altro, ha sottolineato il rischio di dover abbandonare il paese a causa di un fisco e di regolamenti penalizzanti). In realtà, ha ricordato il presidente dell´Abi riferendosi al decreto salva-banche che dovrebbe essere varato venerdì, gli istituti italiani in condizioni di normalità «non hanno alcuna necessità di interventi pubblici e neppure di ricapitalizzarsi: sono in grado di farlo da soli in maniera autonoma». Tuttavia, il discorso è più sfumato, se si ragiona in termini di obiettivi: «L´intervento dello Stato è finalizzato esclusivamente a dare alle banche italiane maggiore forza per sostenere l´economia reale», ha aggiunto Faissola, proprio mentre il ministro Tremonti chiosava lo stesso concetto: «Nei prossimi giorni, nei limiti del possibile, finanzieremo le imprese attraverso le banche». In realtà, i requisiti patrimoniali delle banche italiane sono solidi ma non solidissimi e comunque in molti casi inferiori a quelli delle concorrenti europee. Inoltre, come ha dichiarato lo stesso Faissola, il Comitato di Basilea, che stabilisce i livelli minimi di patrimonializzazione degli istituti di credito, inizierà in gennaio una riflessione sulla materia. E sicuramente alzerà i valori attuali. Nel frattempo le banche mantengono una posizione ufficialmente di grande interesse e al contempo di distacco verso i bond perpetui. Banche di primo livello come Intesa Sanpaolo, Monte Paschi di Siena e Banco Popolare vedono in maniera positiva l´iniziativa; chi invece ha i ratios patrimoniali più alti aspetta di vedere le condizioni poste dal governo. Tra queste Unicredit che ha già in corso un aumento di capitale sul mercato, oppure Ubi, che attende di effettuare le «opportune valutazioni» dopo aver visto il decreto. Alla fine saranno condizioni non solo strettamente legate alle obbligazioni a far sì che l´adesione sia massiccia o solo "mirata". I banchieri infatti non vogliono firmare un codice di condotta che li obblighi a determinati comportamenti sulla concessione del credito alle imprese. «Non esiste un problema di credit crunch, ma maggior attenzione alla qualità da parte della banche - ha dichiarato il direttore generale Giuseppe Zadra - evidentemente gli imprenditori cercano di mettere fieno in cascina per un inverno che si preannuncia difficile: è una mossa tattica preventiva».

Calmiere sui mutui, tariffe bloccate e ai prefetti la sorveglianza sui prestiti

ROMA - Un pacchetto anti-crisi per 4 miliardi. Si conferma l´intervento del governo previsto per venerdì prossimo che sarà suddiviso tra famiglie e imprese. Nel decreto, composto da una quarantina di articoli, figurano anche una serie di norme che riguardano il credito: si parla di un aumento della soglia di ingresso da parte delle banche nel capitale delle imprese e di un inedito compito di sorveglianza sul credito affidato ai Comitati provinciali per l´ordine e la sicurezza pubblica presso le prefetture.
Bonus famiglie da 150 a 900 euro. La parte più attesa del pacchetto è quella che riguarda le famiglie. In primo luogo c´è il bonus, confermato ieri da Tremonti per i pensionati e nuclei con figli che hanno un reddito sotto i 20 mila euro: si tratta di una sorta di anticipo del quoziente familiare perché gli aiuti, da 150 a 900 euro, saranno erogati in funzione dei componenti della famiglia. Trattandosi di redditi incapienti le misure di carattere fiscale passeranno per l´erogazione diretta degli aiuti attraverso l´Inps. Accanto a questa misura arriva la social card che da dicembre, come annunciato da Tremonti, sarà caricata di 120 euro (con gli arretrati di ottobre e novembre). Mini-cig per i precari. Sempre per le situazioni di emergenza arriva la cig per i precari (apprendisti, cocopro e interinali) oltre alle risorse per gli ammortizzatori tradizionali. Confermato l´intervento sugli straordinari: raddoppierà a 6.000 euro per i redditi fino a 30 mila euro. Blocco tariffe, calmiere mutui e ticket. L´operazione di stop alle tariffe si farà su autostrade e ferrovie, con qualche limatura dell´ultima ora dovuta alle proteste delle associazioni di settore. Previsto anche un taglio del 10 per cento delle tariffe di luce e gas per i redditi bassi. Arrivano anche i fondi per stabilizzare l´abolizione dei ticket sulle visite specialistiche. Misure in arrivo per calmierare i mutui e interventi d´emergenza per chi non può pagare le rate. Si apre anche una strada ad interventi sull´Iva che il governo per ora non sembra voler percorrere: ieri la Ue ha fatto sapere che la possibilità non è esclusa ma che esiste una soglia del 15 per cento. Ossigeno per le imprese. L´operazione imprese prevede il differimento del pagamento dell´Iva (forse per le imprese sotto i 100 mila euro di fatturato), la deduzione dall´Ires del costo del lavoro dell´imponibile Irap, il riallineamento delle differenze contabili relative al patrimonio ai fini Ires-Irap, proroga e riduzione del versamento dell´acconto Irpef e Ires del 30 novembre. Arriva tuttavia una stretta su accertamenti e riscossione. Obbligazioni per le banche. Nel decretone anche la ricapitalizzare delle banche con la sottoscrizione da parte del Tesoro di obbligazioni convertibili, a fronte di un impegno a mantenere il credito alle piccole e medie imprese.

LA STAMPA - Pag. 15

La truffa online più forte della crisi

(Luca Castelli)

Mentre i mercati mondiali tremano, l’economia sul web non se la passa affatto male. Soprattutto quella illecita. Secondo il rapporto Internet Underground Economy, pubblicato lunedì dall’azienda americana Symantec, i volumi delle frodi online sono cresciuti fino a raggiungere livelli stratosferici: quasi sei miliardi di euro, impilati grazie alla compravendita di prodotti «particolari», come i numeri delle carte di credito e i dati di conti correnti bancari soffiati agli utenti del web. Per un anno, dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008, la software house californiana (specializzata in programmi antivirus e gestione della sicurezza online) ha ficcato il naso nei luoghi segreti della cosiddetta «economia underground» della Rete: chat nascoste, forum di discussione privati e sottoboschi vari. Dentro, ci ha trovato un po’ di tutto: quasi 70 mila «inserzionisti» e oltre 44 milioni di messaggi relativi a informazioni sensibili di utenti e istituti bancari. La parte del leone la fanno i numeri delle carte di credito: il 31% delle offerte nel mercato oscuro di Internet riguarda loro. Al secondo posto seguono le informazioni bancarie, con il 20%. L’azienda ha anche stimato un valore complessivo delle frodi online e dei raggiri finanziari: 5,3 miliardi di dollari (4,1 miliardi di euro) per le carte di credito e 1,7 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro) per i dati bancari. Hacker, pirati finanziari e web-criminali hanno dimostrato di possedere una fantasia che non conosce confini. Solo pochi giorni fa, il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza ha lanciato l’allarme su una nuovo sistema fraudolento che sfrutta lo spirito umanitario dei cittadini: si chiama «parceling» e si basa su messaggi che convincono l’utente a ritirare e consegnare dei pacchi, per partecipare a campagne di beneficenza. In realtà, i pacchi contengono prodotti di alto valore, rubati e bisognosi di ricettazione. Nell’epoca in cui Internet è ormai un unico grande sistema di comunicazione globale, le attività criminose si sviluppano in un modello perfettamente funzionale, in grado di rinnovarsi continuamente, dove stanno formandosi vere e proprie professionalità specializzate. C’è chi si occupa di carte di credito, chi di dati finanziari, chi di e-commerce e chi inizia a sperimentare qualche truffa su Facebook. Le menti criminali più vivaci arrivano dalla Russia e dall’Est Europa, mentre i server utilizzati per le compravendite sono in gran parte negli Stati Uniti e cambiano da un giorno all’altro.
Anche la crisi finanziaria riesce a metterci lo zampino, almeno dal punto di vista psicologico. Secondo i laboratori di ricerca antivirus PandaLabs, i messaggi utilizzati per scardinare le difese degli utenti vanno sempre più spesso a toccare corde rese sensibili dalla tempesta economica globale: promesse di guadagni rapidissimi, ingenti rimborsi o addirittura fittizie proposte di lavoro. Un canto di sirene quasi irresistibile per chi da un giorno all’altro si è trovato impoverito dai capitomboli delle borse o è stato messo sulla strada a causa della recessione.

  1. Antivirus: Procurarsi un anti-virus e usare un filtro antispam e un software di sicurezza che controlli il pc mentre si naviga.
  2. Password: Evitare di conservarle sul proprio computer. Quando si accede al proprio conto su un computer pubblico non usare le password in presenza di altri
  3. Estratti conto: Controllare per vedere se ci sono transazioni strane.

LA STAMPA - Pag. 24

Treni, nuovo sciopero venerdì stop di 8 ore. Torna lo sciopero sui binari. I ferrovieri si fermano venerdì 28 novembre, per otto ore dalle 9 alle 17.

La rivendicazione è indetta dall’assemblea nazionale per protestare contro il licenziamento del macchinista delegato alla sicurezza Dante De Angelis. «Il giorno di ferragosto - spiega una nota - De Angelis è stato licenziato per aver rilasciato una ovvia e doverosa dichiarazione sui gravi incidenti accaduti ai treni Eurostar nei mesi precedenti. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, con due precettazioni del tutto pretestuose ci ha già costretto per ben due volte a rinviare lo sciopero contro questo provvedimento, nonostante fosse stato sempre proclamato nel pieno rispetto di tutte le regole. Sciopero che è stato differito al 28 novembre, per il reintegro immediato del nostro compagno di lavoro». Parlando poi del management di Fs, i sindacati aggiungono: «Con la stessa cieca indifferenza autoritaria con cui sopprime treni e fermate, aumenta il prezzo dei biglietti, maltratta e querela i pendolari, la dirigenza persevera in un atteggiamento di totale chiusura e non intende ancora revocare un licenziamento... L’offesa a tutti i macchinisti, definiti dall’ad Moretti "corporativi con la pancia piena" è solo l’ultimo aspetto di questo attacco generalizzato ai ferrovieri».
Intanto, il presidente di Fs, Innocenzo Cipolletta interviene sull’ìpotesi del blocco delle tariffe. «È sbagliato giocare sui prezzi dei trasporti», dice, invitando il governo «ad agire sui contributi agli utenti», nelle misure attese per affrontare la crisi economica. Invece che bloccare i prezzi, per Cipolletta, è meglio che gli utenti «ricevano un sussidio. Lo Stato deve decidere se vuole che le tariffe siano pagate dai cittadini o dallo stesso Stato. Chi fa le ferrovie non ha margine per il blocco delle tariffe».\

LA STAMPA - Pag. 26

L’Abi: si alla proroga della convenzione per rivedere i mutui

(Francesco Spini)

L’Abi è pronta a prorogare l’accordo siglato a suo tempo con il ministero dell’Economia sulla rinegoziazione dei mutui variabili. Assieme a Confindustria, inoltre, i banchieri hanno elaborato alcune proposte per scongiurare la stretta del credito che al momento, assicurano, «non c’è stata». Le banche alle prese con la crisi ripartono dai mutui: «In conversazioni private e non ufficiali - dice nel corso di un convegno a Gubbio il direttore generale dell’associazione, Giuseppe Zadra - abbiamo dichiarato al ministro che se lui ritiene opportuno andare avanti, noi siamo disponibili. È certo che negli ultimi dieci giorni l’andamento al ribasso dei tassi ha rallentato l’interesse di chi già ne stava discutendo con la banca». Non che sia stata un successone, l’iniziativa. Anzi: un mezzo flop cui ha aderito l’1,2% di chi ha ricevuto la lettera che «abbiamo inviato a 2,5 milioni di famiglie. Di questi 89.746 al 21 novembre hanno ricontattato la banca per parlarne. Di queste un terzo, 32.381, ha accettato la proposta». A questi dati vanno aggiunti le rinegoziazioni spontanee tra le banche e i clienti, che sono state 90 mila, e i 13 mila cambi di mutuo, attraverso la portabilità tramite procedura elettronica. Piuttosto Zadra chiama in causa altri aiuti per le famiglie in difficoltà: «C’è un provvedimento nazionale contenuto nella Finanziaria 2008 di cui aspettiamo il decreto attuativo: 20 milioni di euro come fondo di garanzia per quelli che non riescono a pagare le rate in caso di imprevisti». Il fondo interviene pagando fino a tre rate di mutuo che la persona in difficoltà non riesce a pagare. Altri fondi simili sono previsti in Liguria e nel Veneto.Quanto alle imprese, Zadra nega una stretta nel credito. Intanto Abi e Confindustria hanno elaborato delle proposte in vista del decreto anti-crisi del governo. La prima prevede il rafforzamento dei Confidi con contributi statali che li accompagnino nel processo di trasformazioni in intermediari finanziari. Invece 650 milioni è il rafforzamento giudicato «adeguato» per il Fondo di garanzia per le Pmi, risorse «destinate a esaurirsi a inizio 2009». Contro i ritardi di pagamento della Pubblica amministrazione la proposta immediata è quella di «favorire la possibilità per i creditori di ottenere anticipazioni bancarie o lo sconto di tali crediti a condizioni favorevoli».

LA STAMPA Torino e Prov. - Pag. 66

Il raddoppio della Tarsu passa dall’inceneritore

(Alessandro Mondo)

Sedici milioni l’anno. E’ la cifra che rischia di falsare il piano finanziario dell’inceneritore del Gerbido, mettendo le ali alla bolletta Tarsu. La notizia è emersa durante la conferenza stampa per presentare l’avvio dei lavori che entro il 2011 doteranno Torino e i Comuni limitrofi dell’impianto incaricato di supplire alla chiusura della discarica di Basse di Stura (dicembre 2009). Presenti gli esponenti delle banche che finanzieranno l’opera con 412 milioni (Iva e anticipo degli interessi compresi): Bnp Paribas, Bei, Unicredit Corporate Banking e Sace. Settanta saranno investiti dai soci pubblici per capitalizzare Trm (Torino ha il 92%). Il problema si riassume in due parole: «certificati verdi». Si tratta del contributo che dovrebbe essere riconosciuto a Trm per l’energia elettrica prodotta dall’inceneritore (320 mila Megawattora l’anno) sfruttando la frazione rinnovabile dei rifiuti urbani (carta, legno, e più in generale tutti i componenti biodegradabili): piccole quantità di rifiuto ad alto potere calorifero non intercettate dalla raccolta differenziata. Trattandosi di fonti rinnovabili, cioè di materiali che permettono di produrre energia sostituendo i tradizionali ed inquinanti combustibili fossili, in primis il petrolio, sono ammessi al contributo statale. Stando ai calcoli di Trm, basati sull’analisi merceologica della quantità di rifiuti a valle della «differenziata», nel Torinese la quota dei «rinnovabili» è pari al 45,7%. Significa 16 milioni l’anno di ricavi per i primi 15 anni di attività dell’impianto, quanto basta per ancorare la tariffa di smaltimento a 97,5 euro la tonnellata. In assenza di questa cifra il costo per tonnellata aumenterebbe del 50%, facendo schizzare la tassa o la tariffa, a seconda dei Comuni, a 147 euro a tonnellata. Ed ecco il problema. Il Governo è orientato a ottimizzare le poche risorse riconoscendo le agevolazioni solo alle Regioni del Meridione finite in emergenza-rifiuti. In questo caso il contributo non riguarderebbe i «certificati verdi» ma i controversi «Cip6» versati sull’energia elettrica prodotta dagli inceneritori sfruttando sia le fonti rinnovabili che quelle assimilate (come i prodotti di scarto delle raffinerie). «Situazione vergognosa, un aiuto sottobanco alle realtà meno virtuose - è insorto Chiamparino, affiancato dal presidente della Provincia Saitta, dai vertici di Trm (Vallone e Torresin), e dal presidente dell’Ato-R Foietta -. Chi ha amministrato male non solo manda i rifiuti in Germania, scaricando i costi sulla collettività, ma incassa l’aiuto del Governo». D’accordo Saitta, che in base a considerazioni analoghe aveva rifiutato di incamerare nelle discariche del Torinese parte del surplus di rifiuti prodotto dall’emergenza in Campania. Il sindaco ha anche prospettato una «multiutilty» che metta insieme chi raccoglie i rifiuti (Amiat) e chi li gestisce (Trm). Il decreto sull’emergenza rifiuti è in discussione alla Commissione Ambiente della Camera. Tutti confidano nell’emendamento presentato dal deputato Pd Stefano Esposito (in dissenso con il suo gruppo), sottoscritto dal vicecapogruppo del Pdl Foti e dal capogruppo della Lega Dussin: prevede di riconoscere i certificati verdi agli inceneritori già autorizzati e in via di costruzione, come quello di Torino, che bruciano una quota di rifiuto rinnovabile pari al 51,7%. La tariffa scenderebbe a 94 euro a tonnellata: meglio di quanto previsto da Trm. Da qui l’obiezione di Agostino Ghiglia, An-Pdl, che alla luce di questa operazione bipartisan bolla come «intempestiva» l’uscita di Chiamparino. Oggi il voto in Commissione: stiamo a vedere.

Partners

regione piemonte

città di torino

camera commercio torino

adoc nazionale