Rassegna stampa 6 febbraio 2010

INDICE

• Quotidiani

La Repubblica - Badanti e viaggi low cost nel paniere dei prezzi Istat - di Roberto Petrini - pag. 24

La Stampa Torino e Prov. - "L'Eni investa in efficienza" da Specchio dei tempi - pag. 47

La Stampa Torino e Prov. – “Caro aperitivo” da Specchio dei tempi - pag. 47


La Repubblica

pag. 24 (Roberto Petrini)

Cambia la borsa della spesa, mutano le abitudini degli italiani, il paese invecchia e si rinnova il paniere dell'Istat. Fuori acquisti che sembrano anacronistici come i fiammiferi, la riparazione degli orologi e le lampadine a incadescenza (verso l'eliminazione per ragioni ambientali). Dentro il costo della badante, i voli low cost nazionali, gli smartphone e le spese che si fanno dal medico per via privata (normalmente coperte dall'assicurazione). Così anche per il 2010, l'Istat ha aggiornato il paniere dei prodotti per i quali vengono rilevati mensilmentei prezzi per il calcolo dell'inflazione. Altri aggiornamenti volti a rendere più realistica la rilevazione dell'inflazione riguardano l'accorpamento di più prodotti: ad esempio toast, tramezzino e panino rientreranno nell'unica categoria di snack al bar dove si potranno trovare anche altri prodotti più vicini all'evoluzione delle abitudini alimentari. Lo stesso vale per cappuccino e caffè ai quali vengono affiancati il tè e l'orzo, come da nuove mode o abitudini.Il paniere per il calcolo dell'inflazione Nic, cioè l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (a gennaio è stato di 1,3 tendenziale contro l'1 di dicembre), registra una crescita del numero dei prodotti: aumentano di 63 unità e arrivano da quest'anno a quota 1.206.L'altro elemento chiave è l'aumento del peso dei servizi cui le famiglie fanno sempre maggior ricorso: si passa dal 41,9 al 43 per cento con l'effetto che un aumento dei prezzi e delle tariffe dei servizi avranno quest'anno un riflesso più forte sull'inflazione. Tra i prodotti e le prestazioni che richiamano maggiormente l'attenzione c'è l'ingresso delle badanti, dovuto ad un invecchiamento della popolazione che porta molte famiglie italiane a ricorrere a questo tipo di assistenza. Ragioni di mutamento di costume, almeno per alcune categorie più agiate, per l'intervento medico in regime privatistico: sono in crescita i parti in clinica privata spesso favoriti da polizze di assicurazione sanitaria. Vengono poi inseriti nuovi prodotti all'interno di posizioni già esistenti che riguardano i consumatori più giovani: ad esempio, le posizioni relative agli apparecchi per la telefonia mobile e ai personal computer, si arricchiscono anche degli smartphone e dei piccoli computer a basso prezzo per connettersi alla rete. Arrivano inoltre i viaggi aerei nazionali low cost che si affiancano quelli dello stesso genere tariffario su rotte europee già presenti. I consumatori tuttavia avanzano alcune perplessità in merito all'aggiornamento del paniere Istat. Adusbef e Federconsumatori criticano l'adeguamento dei pesi relativi di prodotti, come le polizze assicurative che «a volte possono non corrispondere esattamente alla realtà dei costi sostenuti dalle famiglie».

La Stampa Torino e Prov.

pag. 47

Una lettrice scrive: «Mi associo alla lettera di protesta apparsa su Specchio dei tempi per chiedere all'Eni quale senso abbia parlare di rispetto quando poi si devono attendere sei mesi per il rimborso dell’anticipo sui consumi a suo tempo versato. Sicuramente l'Eni farebbe meglio a investire le proprie risorse nel miglioramento delle procedure, anziché spendere milioni di euro in spot pubblicitari che hanno l'amaro sapore di una presa in giro».

La Stampa Torino e Prov.

pag. 47

Una lettrice scrive: «La scorsa settimana consumavo un crodino al banco presso la Caffetteria Nuova Roma ex Talmone di piazza Carlo Felice, servito senza neanche una patatina o un chicco di pop corn. «Al pagamento alla cassa mi vengono richiesti ben 5 euro. Protesto, ma pago ed esco giurando di non rimetterci mai più piede. Poi verifico il costo di un crodino presso qualche supermercato e scopro che il prezzo varia da 0,30 a 0,45 euro la bottiglietta.
«Ora mi chiedo: è forse così che i commercianti credono di poter risolvere la loro crisi? Forse sì, finché troveranno dei “polli” come me. Nel frattempo, le tanto attive associazioni di tutela del consumatore cosa fanno? E il Comune cosa fa? Chissà se almeno uno degli innumerevoli candidati in cerca di voti uscirà dalla giungla di così tanti manifesti mai visti prima e si impegnerà a difendere anche le nostre tasche?».