Rassegna stampa 9 febbraio 2010

INDICE

Quotidiani

La Stampa Torino e Prov. - “Limite di velocità a settanta all’ora nei corsi principali” - di Andrea Tronzano - pag. 68

TorinoSette - Consumatori - pag. 44

Internet

City Torino e Prov. - Limiti di velocità, nei grandi corsi spesso si viaggerà a 70 chilometri orari - pag. 15

City Torino e Prov. - Difesa dei consumatori - pag. 18

HelpConsumatori.it - RC AUTO. Cerchiai (Ania): aumenti in vista. La reazione dei consumatori

HelpConsumatori.it - Legge concorrenza, Antitrust segnala settori

HelpConsumatori.it - TURISMO. Buoni vacanza, CTUC: c’è tempo fino al 30 giugno

HelpConsumatori.it - BANCHE. Abi: 8% famiglie ha cambiato rate mutuo

HelpConsumatori.it - CONCORRENZA. Aiuti di stato e equo compenso, Altroconsumo si rivolge all’Ue

HelpConsumatori.it - TRASPORTI. Incentivi auto, Adiconsum: potenziare servizio pubblico

HelpConsumatori.it - SOCIETA’. AIE: sì a misure fiscali per acquisto libri

HelpConsumatori.it - ENERGIA. Autorità: più garanzie per bollette del gas. Soddisfazione di MC

IlGiornaleDelPiemonte.it - Uno sportello decentrato per le conciliazioni - pag. 15


 La Stampa Torino e Prov.

pag. 68

(Andrea Tronzano)

Quando il buonsenso prevale, non importa se la proposta arriva da destra o da sinistra. Ieri la Sala Rossa ha approvato con 28 «sì» e solo 4 «no» una mozione che impegna il sindaco e la giunta a istituire il limite di velocità dei 70 km all’ora su alcune strade della città. L’ispiratore del documento, Andrea Tronzano di FI-Pdl, aveva elencato nella sua mozione tutta una serie di corsi cittadini da «velocizzare», quelli cioè con più carreggiate e paragonabili a circonvallazioni che consentono l’aggiramento delle zone centrali e semicentrali. Elenco scomparso dalla mozione che però demanda alla giunta e ai tecnici di stabilire quali corsi siano in grado di sopportare, nel rispetto delle normative, i 70 all'ora e mantenendo nei controviali il limite dei 50. «La mozione, garantendo la sicurezza dei pedoni, dà un primo piccolo segnale distensivo agli automobilisti - commenta Andrea Tronzano -. Siamo orgogliosi di questa piccola "rivoluzione culturale". Ora tocca ai tecnici garantire che questo indirizzo politico sia attuato in maniera non restrittiva».
Un entusiasmo contro il quale, sin dall’inizio, si levò la più che comprensibile perplessità del’assessore alla Viabilità, Maria Grazia Sestero: «Lei è proprio convinto che se si alzasse il limite a 70 km/h - aveva detto - questo non si tradurrebbe in un generalizzato aumento della velocità, ergo in un pericolo maggiore per i pedoni e gli stessi automobilisti?». Tronzano aveva replicato ricordando che il Codice della strada impone il limite dei 50 nei centri abitati, ma anche che «l'ente proprietario della strada, nel nostro caso il Comune può elevare il limite a 70 quando le caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano». Non solo, lo stesso Codice dopo aver detto «che è obbligo del conducente regolare la velocità allo stato ed al carico del veicolo stesso, ed in particolare alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico per evitare ogni pericolo» aggiunge «che il conducente non deve circolare a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione». In parole povere: ci sono strade che per le loro caratteristiche permettono una velocità superiore anche in città e dove andare piano, invece che una sicurezza, si può tradurre in pericolo. E in effetti, «non è che in città non esistano le strade a 70 chilometri orari - aveva detto Maria Grazia Sestero - è che sono pochi i tratti di asfalto a possedere le caratteristiche richieste dal Codice come l’essere lontano dall’abitato oppure che non sia prevista la sosta». Sestero si riferiva all’ultimo tratto di corso Regina verso la tangenziale, a un tratto di corso Unità d’Italia e ad altre tre strade dove si può arrivare ai 70. Cinque strade che il consigliere di FI-Pdl aveva chiesto di portare a 16. Perché? «Perché Torino è una città con grandi corsi a più carreggiate che in alcuni casi fungono anche da circonvallazione, pensate a via Pietro Cossa oppure a corso Lecce o lo stesso Corso Unità d’Italia, tutto e non solo un tratto. L'assenza di omogeneità del limite di velocità ai 70 porta l'automobilista ad avere meno concentrazione su quanto avviene alla guida e più attenzione ai segnali stradali. E poi, il progresso tecnologico ha portato le automobili ad essere sicure e ad avere uno spazio di frenata sempre più ridotto».

TorinoSette

pag. 44

BIBLIOTECA CIVICA CASCINA MARCHESA, CORSO VERCELLI 141/7, ORE 18"La difesa dei consumatori", ciclo d'incontri per informare sui diritti a tutela dei cittadini: "Garanzie legali e convenzionali nelle vendite", a cura di Bartolomeo Grippo. Info 011/4429230.

City Torino e Prov.

pag. 15

Limite di 50 all’ora nei grandi viali? Addio. Presto su molti corsi cittadini entrerà in vigore il limite di velocità a 70 chilometri orari. Il Consiglio comunale ha infatti approvato ieri, con 28 voti favorevoli, 4 contrari e due astenuti, una mozione che impegna il sindaco e la giunta a istituire il nuovo limite di velocità su alcune strade della città. Si tratta dei corsi con più carreggiate che consentendo l’aggiramento delle zone centrali e semicentrali. Tra queste vengono indicati tratti dei corsi Giulio Cesare, Vercelli, Grosseto, Potenza, Lecce, Trapani, Siracusa, Regina Margherita, Massimo d’Azeglio, Orbassano, Bramante, Settembrini, Galileo Ferraris e di via Pietro Cossa e Lungo Stura Lazio. Nei controviali, invece, si prevede di mantenere il limite dei 50 chilometri all’ora.

City Torino e Prov.

Il ciclo di incontri per informare sui diritti a tutela dei cittadini, in collaborazione con la Adoc, propone il tema “La difesa dei consumatori. Garanzie legali e convenzionali nelle vendite”, a cura di Bartolomeo Grippo. Biblioteca civica Cascina Marchesa, c.so Vercelli 141, oggi ore 18, tel. 011/4429230, gratis. Da domani in orario: lun 15-19.45, mar-mer 14-19.45, gio-sab 8.15-14.

HelpConsumatori.it

Si profilano nuovi aumenti per l'rc auto, in media del 15%, che renderanno gli incrementi pari addirittura al 170% se conteggiati a partire dal 1996. A sottolineare questo dato sono Federconsumatori e Adusbef a commento delle dichiarazioni rese oggi dal presidente Ania Fabio Cerchiai in audizione in Commissione Finanze alla Camera. Cerchiai ha parlato di risultati negativi nella gestione dell'assicurazione rc auto che "comporteranno una inevitabile ricaduta sui prezzi delle coperture". Secondo una prima stima, ha aggiunto, su 100 euro di premi incassati nel 2009 ne sono stati spesi 105 e dunque "il conto economico delle rc auto per il secondo anno consecutivo registrerà una perdita tecnica"."Le affermazioni di Cerchiai circa i risultati negativi della gestione dell'rc auto fanno intravedere, ancora una volta, nubi all'orizzonte per gli automobilisti - commentano Federconsumatori e Adusbef - Il bilancio negativo del settore, infatti, vuole esser fatto ricadere sui prezzi delle polizze, come ammette lo stesso il presidente dell'Ania. Noi, invece, chiediamo che vi siano meno sprechi e meno profitti". La previsione delle associazioni è che i rincari medi saranno del 15%, "dato oltretutto denunciato dagli stessi Agenti delle Agenzie di Assicurazione"."Tutto ciò - concludono - in un contesto in cui si susseguono senza sosta i tentativi di smantellare tutte le conquiste ed i progressi fatti grazie ai decreti Bersani, che, immettendo elementi di competitività e trasparenza all'interno di tale settore, hanno suscitato l'ostilità da parte della lobby assicurativa. Non è questa la direzione giusta per giungere ad una riduzione delle tariffe rc-auto. Sarebbe piuttosto necessario proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, al fine di innescare una maggiore competitività in un settore che ne ha davvero forte bisogno".Per il Movimento Difesa del Cittadino quanto accaduto pone interrogativi sulla permanenza al tavolo Ania. "Cosa deve accadere perché finalmente le polizze rc auto possano diminuire? Sono dieci anni che dall'Ania ci sentiamo ripetere il solito mantra "Ci vuole ben altro...", anche dopo che sono stati approvati accordi e provvedimenti che dovevano portare con certezza alla riduzione dei costi delle polizze". Questo il commento dell'associazione, che aggiunge: "Questo atteggiamento di continuo gioco al rialzo dei vertici Ania pone un serio problema di verifica del tavolo con i consumatori, perché tutte le disponibilità finora dimostrate dalle associazioni sembrano non portare mai a risultati certi e in favore degli assicurati. Questo provoca un forte senso di frustrazione e ci pone un serio interrogativo se rimanere o no a far parte del tavolo".L'Unione Nazionale Consumatori si sofferma su un ulteriore aspetto che riguarda le frodi. "La proposta dell'Ania di istituire un'agenzia antifrode per i sinistri auto è senz'altro condivisibile, a patto che non sia la solita operazione di facciata - ha commentato Massimiliano Dona, segretario generale dell'UNC, sulla proposta del presidente Ania - E' bene ricordare che in ogni compagnia di assicurazione che si rispetti c'è un ufficio antifrode, perché le truffe ci sono sempre state e sempre ci saranno. In realtà, finora è mancata la volontà di combatterle seriamente, perché è molto più facile aumentare i prezzi delle polizze, facendo così pagare agli assicurati onesti i costi delle truffe".

HelpConsumatori.it

In vista della prima Legge annuale sulla concorrenza, l'Antitrust ha chiesto a Parlamento e Governo di rivedere "in via prioritaria le norme che proteggono dalla concorrenza i servizi postali, ferroviari, aeroportuali e autostradali". In particolare l'Autorità segnala che "nelle poche aree liberalizzate del settore postale la concorrenza è ostacolata dalle scelte normative compiute alla fine degli anni '90 che consentono a Poste Italiane, fornitore del servizio universale, di estendere il proprio monopolio in riserva legale anche nelle aree già aperte alla competizione. Entro la fine di quest'anno, con il recepimento della direttiva 2008/6/CE, il settore dovrà essere completamente aperto alla concorrenza, eliminando ogni possibilità di mantenere ambiti di mercato riservati. Vanno inoltre individuate modalità più concorrenziali di finanziamento del costo dell'offerta del servizio postale universale. Da rivedere sia le condizioni di accesso alla rete postale, attualmente nella sostanza definite da Poste Italiane, sia gli aspetti tariffari per la fornitura dei relativi servizi".Nel settore dei trasporti ferroviari, secondo l'Agcm "le difficoltà incontrate dal processo di liberalizzazione si traducono in condizioni di offerta scarsamente concorrenziali sia in termini di prezzo che di qualità del servizio. In particolare hanno pesato la mancanza di una chiara distinzione tra settori aperti alla concorrenza e settori che svolgono il servizio pubblico, insieme alla prassi delle proroghe di concessioni di lunga durata nel trasporto regionale. Il risultato sono stati sussidi pubblici che avrebbero potuto essere inferiori, condizioni non competitive di offerta e in generale bassi standard qualitativi". Per l'Autorità occorre dunque che la Legge annuale indichi chiaramente nuove linee di regolazione del settore: serve una precisa definizione dell'ambito di servizio universale, identificando direttrici e servizi meritevoli di contribuzione e distinguendo fra dimensione regionale e interregionale del servizio. Una soluzione del genere consentirebbe di individuare con trasparenza, pubblicità e verificabilità il perimetro del servizio in affidamento e la corretta quantificazione del relativo corrispettivo. La nuova regolazione di settore dovrà inoltre prevedere l'obbligo di procedere sempre tramite gara all'aggiudicazione della gestione dei servizi di trasporto nelle aree non profittevoli, ad iniziare da quelli regionali, per minimizzare il ricorso ai sussidi pubblici a parità di livelli tariffari e qualità dei servizi resi. Anche i servizi autostradali e aeroportuali, gestiti da concessionari che operano in monopolio, sono insoddisfacenti. L'Antitrust ribadisce, per le Autostrade, la necessità di procedere a selezioni ad evidenza pubblica per l'individuazione del concessionario, e di limitare durata e ambito delle concessioni. Anche sulle gestioni aeroportuali hanno pesato l'assenza di procedure di gara, mediante sistematici rinnovi di concessioni di durata ingiustificatamente lunga (fino a 40 anni) e l'elevata frammentazione dell'attività regolatoria, in parte svolta dall'ENAC, in parte dal CIPE. Per l'Antitrust i corrispettivi applicati dai gestori agli operatori aeroportuali devono trovare la loro base unicamente nei costi effettivamente sostenuti per la gestione dell'infrastruttura. E' necessario inoltre rimuovere le disposizioni regolamentari che, mantenendo restrizioni alle capacità operative dei più importanti aeroporti, costituiscono impedimenti all'incremento del numero dei concorrenti. L'Antitrust si è soffermata anche sulla distribuzione dei carburanti sostenendo "una maggiore indipendenza, nell'ambito della filiera di settore, tra distributori e produttori" senza forme di regolazione strutturale e dei prezzi. "Piuttosto vanno introdotti appropriati incentivi che inneschino un processo di ristrutturazione della rete carburanti basato su criteri di mercato e improntato a criteri di efficienza", scrive l'Agcm. Nel settore bancario e assicurativo, l'Antitrust auspica un riassetto della governante degli Istituti: "il legislatore dovrebbe intervenire con una legge di principi lasciando agli statuti la loro attuazione". Infine un cenno alla necessità di nuovi poteri all'Autorità: "per la tutela del consumatore l'Autorità ritiene essenziale superare la frammentazione delle competenze amministrative concentrandole nell'Antitrust che dovrebbe anche potere inibire, in via amministrativa, le clausole vessatorie inserite nei contratti di massa e standardizzati". Plaude alla richiesta il Movimento Consumatori: "E' il momento di agire concretamente sulla strada delle liberalizzazioni, anche dando maggiori poteri all'Autorità, per tutelare meglio la concorrenza e i consumatori" sostiene Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori. "La legge annuale rappresenta un'occasione per dare una nuova boccata di ossigeno ad un processo di competitività che ora non può più attendere -spiega Miozzi - I settori su cui ha focalizzato l'attenzione l'Antitrust necessitano di un veloce e efficace ammodernamento, per essere realmente competitivi. Settori che giustamente sono stati definiti critici e per cui si richiedono riforme che determinino nuovi assetti e aprano a scenari di concorrenza reale a vantaggio dei cittadini consumatori. Un percorso che riteniamo debba essere completato al più presto per il bene del nostro Paese".

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"In vacanza al mare o in montagna, un fine settimana in una delle città d'arte - il Governo, attraverso i "buoni vacanze", vuole offrire questa possibilità anche alle famiglie con basso reddito. Il contributo dello Stato è soggetto a dei limiti, ma ciononostante potrebbe essere d'interesse per qualcuno": è quanto commenta il Centro Tutela Consumatori Utenti ricordando che l'iniziativa, lanciata il 20 gennaio scorso con un finanziamento iniziale di cinque milioni di euro, comprende un contributo che può variare fra il 20 e il 45%. I buoni vanno riscossi entro il 30 giugno. Servono naturalmente dei requisiti: "non superare un certo reddito (reddito 2008 secondo 730, Unico o CUD), una meta di viaggio in Italia ma al di fuori del proprio comune di residenza. I buoni potranno essere riscossi presso esercizi convenzionati; questi esercizi, a loro volta, sono obbligati a concedere un ribasso sui prezzi praticati".

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Circa l'8% delle famiglie che ha un mutuo ha cambiato le rate negli ultimi due anni attraverso la rinegoziazione o la portabilità. È il dato che emerge dall'audizione del direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini alla Commissione Ambiente della Camera. Circa 270 mila famiglie si sono dunque rivolte alle iniziative avviate per modificare le condizioni del proprio mutuo sia attraverso la rinegoziazione del contratto di mutuo e delle rate (un provvedimento che ha interessato 195 mila famiglie) sia attraverso la portabilità del mutuo (provvedimento cui hanno fatto ricorso 72 mila famiglie).

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In occasione dell'insediamento della nuova Commissione europea (presieduta ancora una volta da Barroso), Altroconsumo ha presentato due ricorsi al Garante europeo per la Concorrenza Joaquin Almunia. Il primo per concentrazione e aiuti di Stato nei confronti di Tivù (la nuova piattaforma satellitare targata Rai, Mediaset e Telecom), il secondo nei confronti del decreto Bondi sull'equo compenso. "Si tratta di due questioni tutte italiane ben distinte" fanno sapere dall'Associazione, "ma entrambe caratterizzate da accordi per privilegiare gli interessi di alcuni a danno dello sviluppo del mercato tecnologico". Con la creazione della nuova piattaforma satellitare Tivù, Telecom Italia media, Rti (Mediaset) e Rai hanno realizzato una concentrazione in grado di ingessare ulteriormente il mercato pubblicitario. Dinamiche collusive a favore delle imprese interessate e a discapito di incentivi verso lo studio e la realizzazione di programmi di qualità.  "Criptando poi i programmi con un protocollo di codifica incompatibile con quello del decoder Sky, Rai e Mediaset hanno in pratica reso inaccessibile la propria programmazione generalista a 5 milioni di utenti Sky (contro le regole della concorrenza dell'Articolo 101 del Trattato). Ricordiamo però che la Rai è tenuta (proprio perché è un servizio pubblico) a fornire questo servizio. Per questo beneficia già del canone di abbonamento, ovvero un aiuto di Stato giudicato dalla Commissione compatibile con la natura del servizio erogato. Almeno fino a questo momento", scrive Altroconsumo. Altra questione è poi il famigerato decreto firmato prima di capodanno dal ministro Bondi sull'equo compenso; con questa firma è stato esteso il diritto il prelievo da parte della Siae di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata (prima previsto solo su cd, dvd vergini e masterizzatori) a tutti i dispositivi dotati di memoria, come telefoni cellulari, decoder, console di videogiochi. "Una tassa iniqua, un vero e proprio aiuto di Stato alla Siae e all'industria dell'audiovisivo", conclude l'Associazione.

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"Gli incentivi auto sono un espediente per posticipare una crisi del settore già in atto. Rappresentano un bel business per le case costruttrici e un pesante costo per il contribuente" così Adiconsum interviene nel dibattito in corso sulla eventualità di ripristinare o meno gli incentivi. Questo Paese, che ha forte bisogno di riforme continua a produrre auto per un mercato già saturo, mentre ha treni, autobus e metropolitane da Paese del Terzo mondo. "Occorre investire risorse nel futuro; potenziare il settore del trasporto pubblico significa anche creare occupazione, riqualificazione e sviluppo", conclude l'Associazione.

HelpConsumatori.it

Defiscalizzazione per l'acquisto di libri, specie scolastici e universitari per contribuire alla promozione dei consumi culturali, ripristino del credito d'imposta sugli acquisti di carta, forme di sostegno e di ammortizzatori sociali per i dipendenti dell'editoria libraria analoghe a quelle dell'editoria periodica, e ancora parificazione del trattamento IVA per libri e periodici ed estensione del regime IVA agevolato anche per i contenuti digitali: sono solo alcune delle richieste per il futuro del libro avanzate oggi dal presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo nel corso dell'audizione davanti alla Commissione Cultura della Camera in merito al riordino dei contributi all'editoria. "Si tratta di misure - ha chiarito Polillo - che possono aiutare non tanto gli editori come singoli imprenditori, in una logica di profitto, ma di strumenti in grado di incidere complessivamente sul bene della collettività. Siamo convinti che più si lavora sul potenziale del valore del libro più cresce il Paese perché ne aumenta la lettura e quindi la cultura. L'obiettivo, non dimentichiamolo, è quello avvicinarci alle abitudini di lettura dei nostri vicini: dalla Germania alla Gran Bretagna sino alla Francia".

HelpConsumatori.it

Arrivano più garanzie ai consumatori per letture e bollette del gas: in caso di malfunzionamento del contatore gas, si avrà la sostituzione gratuita del contatore, la restituzione di eventuali somme non dovute e maggiori garanzie sulla ricostruzione dei consumi effettivi. È quanto stabilito dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. "Con queste nuove regole, semplici e chiare - ha detto il presidente Alessandro Ortis - vogliamo garantire una sempre più efficace tutela dei consumatori anche per la correttezza delle misure e delle bollette". Nel caso in cui si accerti un malfunzionamento del contatore, con la delibera ARG/gas 7/10, che innova il Testo Unico della qualità per i servizi del gas, l'Autorità ha previsto la sua sostituzione, senza alcun onere per il cliente, ed il diritto ad un'esatta ricostruzione dei consumi, a partire dall'ultima lettura ritenuta valida dal consumatore stesso. Al consumatore viene quindi garantita anche la restituzione di quanto eventualmente ingiustamente pagato. L'Autorità ha stabilito, si legge in una nota, che "quando non è possibile determinare con certezza il momento in cui il contatore ha iniziato a non funzionare correttamente, il distributore deve garantire la ricostruzione dei consumi nel periodo compreso tra l'ultima lettura (validata dal distributore e non contestata dal cliente) e la data di verifica sul posto del contatore o quella della sua sostituzione per la verifica presso un laboratorio qualificato. Se non fossero disponibili letture validate, la ricostruzione dei consumi deve essere fatta risalendo fino ad un massimo di cinque anni. Inoltre, se la ricostruzione fosse sfavorevole al consumatore, nel caso in cui il distributore non avesse rispettato la regolazione vigente (in materia di rilevazione, archiviazione e messa a disposizione delle misure dei contatori), al cliente non può essere addebitato l'importo derivante dalla ricostruzione". Soddisfazione è stata espressa dal Movimento Difesa del Cittadino: "Finalmente dopo anni di battaglie tra utenti, Associazioni dei consumatori e gestori, l'Autorità dell'Energia interviene per disciplinare la vera e propria giungla delle letture fantasma, delle fatturazioni presunte per consumi mai effettuati e delle ricostruzioni capestro nel caso di contatori rotti - ha detto Francesco Luongo, responsabile Nuove Tecnologie e Servizi a Rete dell'associazione - Un provvedimento complesso che sarà cura delle Associazioni dei consumatori far rispettare denunciando immediatamente violazioni ed abusi".

IlGiornaleDelPiemonte.it

ASTI. L’assessore provinciale Giovanna Quaglia ha sottoscritto, venerdì scorso a Torino, in Consiglio regionale, l’accordo tra le Province di Asti e Verbania-Cusio-Ossola e il Consiglio regionale sulle conciliazioni del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) in ambito di comunicazioni.Anche nel capoluogo artigiano quindi, grazie al nuovo servizio decentrato, i cittadini avranno la possibilità di usufruire dell’attività di conciliazione: l’importanza dell’accordo è data dai numeri che attestano che nell’arco del 2009 le pratiche inerenti alle comunicazioni trattate sul territorio astigiano sono state il 3 per cento su un totale di 5mila. Il Corecom, organo funzionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tratta infatti le controversie tra gestore e utente con la figura del conciliatore per cercare di giungere a una soluzione condivisa, senza ricorrere al giudice di pace. La Provincia di Asti con la firma di venerdì sul protocollo d’intesa si impegna a svolgere, presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp) in piazza Alfieri, una serie di azioni estremamente importanti, quali l’assistenza agli utenti nella compilazione dei formulari di conciliazione e sulle modalità di presentazione degli stessi, la fornitura di informazioni sullo stato della pratica e l’assistenza telefonica. Da parte sua il Consiglio regionale del Piemonte, sempre per mezzo del Corecom, si è impegnato a mettere a disposizione dell’Ufficio Relazioni col Pubblico le procedure informatiche, a organizzare giornate di formazione per il personale Urp e a svolgere la funzione di coordinamento del servizio.