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A Ivrea il caro verdura porta aumenti fino al 40%

Finocchi da record: +400%. Adoc: «Scegliete bene dove fate la spesa»

«Che prezzi», commenta la signora con il sacchetto in mano davanti ai cartellini esposti tra il radicchio e i cavolfiori. Impressionata dall’impennata di frutta e verdura, comunque ampiamente preannunciata. Ma la signora non ha molta scelta. Perché tutto sommato non si salva nessuno. Né i supermercati, che a Ivrea vedono insediamenti di basso-medio e alto segmento di mercato, né il mercato settimanale di via Circonvallazione, ieri - martedì - presente nella sua versione ridotta dedicata proprio all’agroalimentare. E se, anzi, proprio il mercato sembra riuscire a proporre prezzi più contenuti grazie ai minori costi fissi e alla filiera corta, sono prima di tutto i supermercati della città a raccontare come i maggiori costi dell’energia producano a valanga una serie di spinte inflazionistiche che lì vanno a finire. Sulla spesa delle famiglie. Colpa dell’aumento generalizzato dei costi di produzione a carico dei produttori agricoli, ripetono le associazioni di categoria del territorio: se costa tutto di più, il prodotto finale ne risentirà di conseguenza. Ed ecco qui, allora, le mele a 2.99 euro al chilo, i pomodori a 3, il radicchio a 2.48, i finocchi a 3.45, le arance a 3.28. E poi i kiwi a 3.78, le melanzane a 3.58, mentre per le zucchine si spende dai 3.88 ai 4.35 euro, per i broccoli 2.58, l’insalata trevisana raggiunge 4 euro, le patate 2.49, i porri 2.48. Gli aumenti al consumatore sfiorano in media il 40%. Secondo l’analisi di ConfagricolturaTorino sui prezzi all’ingrosso un anno fa in questo periodo i cavolfiori bianchi costavano 90 centesimi al chilo, mentre oggi sono quotati 1.30 euro; le zucchine valeva- no 1.60 euro contro i 2.65 euro attuali. L’aumento più consistente, complici le gelate, è quello dei finocchi, passati da 45 centesimi al chilo a 2,30 euro (sempre all’ingrosso): più del 400%. A parte gli agrumi, che tutto sommato restano su livelli accettabili, i prezzi impongono quindi l’acquisto prudente. Proprio come suggerisce il presidente dell’associazione dei consumatori Adoc di Ivrea, Felice Zuffo. «E certo - dice - aumenta l’energia, aumenta tutto. Consiglio di scegliere bene dove andare a fare la spesa, controllare gli scontrini, cercare le offerte. Non vale la lamentela se poi si compra distrattamente e per abitudine». Antonella Pasquale (Confesercenti Ivrea) aggiunge che «sul territorio stiamo facendo di tutto per promuovere la filiera corta, dove è ancora possibile compensare gli aumenti, ma o il Governo interviene o la vedo davvero critica per tutti».

S.B. - LA SENTINELLA

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