Hanno versato acconti consistenti, in qualche caso più della metà del prezzo pattuito, per serramenti e forniture mai arrivati. Sono otto le persone che si sono rivolte all’associazione consumatori Adoc di Ivrea dopo aver fatto acquisti da Villa dei fiori, ditta individuale con sede legale ad Aosta e un punto vendita in corso Vercelli a Ivrea, chiuso come quello valdostano. Sono privati della zona, residenti tra Caravino, Strambino, Romano. E non sono gli unici: altri clienti si sono affidati ad avvocati di fiducia.
Gli importi raccontano la portata del problema. «C’è un signore che ha acquistato per un totale di 5.500 euro e ne ha già pagati 3.300 – spiega l’avvocata Eleonora Bedin, collaboratrice Adoc – e questo è uno degli importi più bassi». Un altro cliente ha ordinato per 4.430 euro e ne ha versati 3.100, il 70 per cento. C’è poi chi ha firmato un ordine da 21mila euro anticipandone 12.600, chi su 10.100 euro ha pagato il 60 per cento, e una famiglia che, a fronte di una fornitura da 17.500 euro, ha messo di tasca propria 6.500 euro e sta pagando le rate di un finanziamento. Solo in questi cinque casi, gli anticipi superano i 31mila euro.
«Gli acconti sono sempre molto elevati – ribadisce Bedin ripercorrendo la vicenda – perché capitava che il cliente, quando andava a chiedere notizie, si sentisse rispondere che la merce era stata ordinata e che, per agevolare, serviva un altro acconto». Già tra fine maggio e inizio giugno i negozi erano di fatto chiusi al pubblico. Sulla vetrina di corso Vercelli è ancora appeso un avviso: i punti vendita sono «temporaneamente chiusi» perché l’azienda, con i propri advisor, «sta valutando l’attivazione di uno strumento di regolazione della crisi d’impresa». Il cartello parla di attività di inventario e movimentazione dei beni nei locali, invita a evitare «iniziative isolate» che potrebbero «pregiudicare o rallentare il buon esito del percorso» e promette indicazioni entro la fine di giugno.
A giugno i clienti hanno ricevuto una lettera di un legale del foro di Aosta che chiedeva di precisare il proprio credito per verificare la possibilità di una composizione negoziata della crisi, cioè un accordo caso per caso, e li invitava a non presentarsi in negozio. Poi, il 27 luglio, la nuova comunicazione, firmata dall’avvocata Manuela Massai e dall’advisor finanziario Jean-Claude Favre: poiché una parte significativa dei creditori puntava a ottenere l’adempimento integrale, anche per via giudiziaria, non c’erano le condizioni né per la composizione negoziata né per il piano di risanamento. L’impresa, si legge, avrebbe fatto «una nuova valutazione» della propria situazione, mentre l’incarico agli advisor «risulta oggi concluso». Una lettera che, mette in evidenza Bedin, non sarebbe arrivata a tutti i clienti e sarebbe «identica a quella inviata ai clienti di un’altra impresa riconducibile allo stesso titolare, la Rr service, che opera come Ivrea serramenti».
E il fallimento? «Non ne abbiamo contezza – chiarisce Bedin. Sul portale del tribunale di Aosta non risulta pubblicata alcuna sentenza. Potrebbe però essere stato depositato un ricorso senza che ancora se ne sappia, perché prima che venga fissata l’udienza passa del tempo». Nessuna liquidazione giudiziale, insomma, come si chiama ora il fallimento. Il diritto dei clienti alla restituzione delle somme, con risarcimento danno, è evidente, ma da solo non basta. «Il paradosso è che per chiedere l’apertura di una procedura concorsuale servirebbe prima una causa civile, singola, collettiva o anche con un solo caso pilota, perché il giudice dichiari risolto il contratto e condanni l’impresa a restituire gli importi. Con quel titolo, se l’impresa non paga, si può chiedere la liquidazione giudiziale. Poi sarà il tribunale a valutarne i presupposti».
Le strade a questo punto sono tre: attendere che sia l’azienda a presentare istanza, sperare che si muova la Procura, che è a conoscenza della vicenda, oppure avviare subito una causa. L’Adoc riunirà i clienti in settimana per illustrare le possibilità e intanto lancia un appello: chi si trova nella stessa situazione e non sa come muoversi può rivolgersi all’associazione, anche solo per ricevere informazioni.

